Lettera aperta al Sindaco da una cittadina di via Orti Ginnetti

Riceviamo e pubblichiamo:
LETTERA APERTA AL SINDACO DI VELLETRI ASCANIO CASCELLA
Egr. Sig. Sindaco,
forse ricorderà che qualche mese fa sono venuta da Lei per parlarle di una situazione di criticità legata ad una attività di tipo industriale – perché, nonostante “le carte” possano dichiarare il contrario, tale appare – in via Orti Ginnetti, dove abito, di cui erano già stati messi al corrente responsabili ed enti preposti. (Quanto silenzio!)
Lei ha ascoltato pazientemente, ha preso appunti poi mi ha chiesto di darle fiducia perché, dopo accurato esame del caso, mi avrebbe comunicato presto tutti gli opportuni chiarimenti. “Nel frattempo vada tranquillamente a prendere un caffè, signora…”(!)
Così mi ha detto e così ho fatto. Devo confessare che, nell’attesa di una risposta, mai arrivata, forse ne ho presi troppi di caffè: il risultato è che sono piuttosto nervosa, anche perché la situazione invece di chiarirsi va di male in peggio! Rumori, luci a palla, molestie olfattive persistono, spesso durano ininterrottamente giorno e notte fino alle 4/5 del mattino – ah, non esistono festività! – perché il quantitativo del “materiale” da lavorare è impressionante, con tutte le conseguenze del caso, vale a dire non c’è niente e nessuno che possa e/o voglia regolamentare questa situazione.
Sono nervosa perché, nel riconoscere sacrosanti l’incentivo e la tutela del lavoro – svolto secondo regole e normative ben precise e verificabili – sento calpestati i miei diritti di cittadina a vivere senza che nessuno minacci impunemente la tranquillità e la salute a cui tutti aspiriamo: è normale che debba forzatamente chiudere le finestre o evitare di uscire sul balcone o in giardino per non respirare fastidiosissime esalazioni? E anche se qualcuno le definisse “profumate”, non vedo perché si debbano sentire, e per di più in maniera così intensa, visto che anche i profumi più celebrati possono infastidire.
Sono nervosa perché penso ai sacrifici e al lavoro di tante famiglie, tra cui la mia, per costruire casa in un quartiere tranquillo e decoroso mentre io, per i motivi indicati, mi ritrovo a considerare di lasciare la mia casa, dove abito da cinquant’anni, per non soccombere a fronte di una situazione che è diventata insostenibile e che sicuramente continuerà; senza parlare dello stato deplorevole in cui versa la strada, per dissesti e rifiuti con … anni di storia alle spalle !
Sono nervosa perché, invece di pensare a rendere Velletri più bella e accogliente, sembra vengano privilegiate scelte quantomeno discutibili, senza pensare all’impatto che possano determinare sull’aspetto della città stessa e sulle persone. Mi sembra come “infierire” su una città che tanto ha sofferto per gli effetti dell’ultima della guerra e per una ricostruzione non proprio illuminata: ci vivo da quando avevo cinque anni e, a parte l’ambito professionale, ho sempre cercato di dare un mio contributo personale nelle circostanze più disparate – con senso di affetto e gratitudine – e non sopporto di vederla bistrattata.
Sono nervosa perché ho saputo che la Sua Amministrazione intende dedicare particolare attenzione al “decoro urbano” e, visto che si vocifera di una richiesta di ampliamento dell’attività in questione, mi viene da suggerirle di farne aprire una succursale a Piazza Cairoli, magari attaccando striscioni “segnaletici” lungo i portici – le assicuro che costituiscono un bel colpo d’occhio! – e con le stesse modalità di gestione: esempio da imitare per tutti gli esercenti della città, perché poi è giusto che a tutti sia consentito di fare ciò che vogliono!
Infine sono nervosa perché penso di aver raccontato un sacco di corbellerie ai miei alunni quando parlavo loro di legalità, di senso civico, di rispetto delle leggi e delle persone: sa quasi di barzelletta ed è piuttosto… frustrante!
Se leggerà queste righe, la ringrazio dell’attenzione e mi scuso per averle sottratto una piccola parte del suo tempo, prezioso perché al servizio della comunità, ma chissà quante volte le toccherà sopportare anche persone… petulanti! Forse non dovrei prendere più caffè, forse dovrei rassegnarmi, fare come tanti che non si interessano di niente che non sia il loro piccolo, circoscritto ambito personale, oppure borbottano ma poi ci ripensano o, ancora, mandano avanti altri per … non impicciarsi!
Io invece ci metto sempre la faccia.
Cordialmente, Vera Dani.










