Liu Youju alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma: il testo in catalogo del prof. Marco Nocca

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Ospitiamo un prezioso contributo del professor Marco Nocca sulla Mostra “Bounded and Unbounded. Limitato e Illimitato. L’arte di Liu Youju”, che si terrà alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma dal 17 ottobre al 19 novembre 2025.

Ho accolto con vero piacere l’invito dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, e di Anna Balzani curatrice di “Bounded and Unbounded” Liu Youju alla Gnam-c di Roma ad intervenire sulla pittura di questo notevole artista cinese, dalla storia espositiva internazionale, presente con successo all’ultima Biennale di Venezia del 2024 (Stranieri ovunque – Foreigners Everywhere, padiglione Camerun, palazzo Donà delle Rose). Le nostre Accademie di Belle Arti italiane vengono predilette da un numero sempre crescente di studenti del Sol Levante, che, partiti da una formazione artistica di base (in genere naturalistica) nella terra d’origine, giungono nel Belpaese con una curiosità onnivora per tutto ciò che appartenga alla nostra tradizione artistica, alacremente studiata nella copia, alimentandosi al tempo stesso della cultura del contemporaneo europea. E’ un grande risvolto positivo del mondo globale: essi ci permettono dunque di gettare uno sguardo diverso su ciò che ci appartiene da sempre, di rivivificare ad esempio il seme della pittura figurativa attraverso letture originali e inedite che i loro lavori presentano, invitandoci a superare la crisi della rappresentazione novecentesca -smontata dalle Avanguardie europee- oltre l’annosa polemica astratto/figurativo in una visione attuale, resa possibile da una cultura “altra” in ascolto. Proprio un desiderio di dialogo, potente, è ciò che mi sembra di scorgere nell’arte di Liu Youju, si tratti dei suoi paesaggi rarefatti o delle figure enigmatiche, immerse in cromìe sempre vibranti.

Sunrise

Un dialogo legato ad una profonda conoscenza della tradizione artistica europea, che ha portato la critica, a definirlo “padre dell’Impressionismo cinese”, e opere qui in mostra, come Morning Rhime (sembrano confermare l’intuizione. La sua pittura, partita da una formazione calligrafica, di valore e potenza del segno composti in un rigoroso codice formale, nel solco della tradizione millenaria d’origine, si anima grazie a potenti impulsi creativi, che con impeto agiscono grazie al colore. In Beyond abstraction, grande dipinto presentato a Firenze nel 2019, la materia cromatica esplodeva, come in un dripping alla Pollock, dagli esiti altamente originali, in cui l’artista, libero dall’ambito di appartenenza, instaurava un dialogo con la pittura occidentale del Novecento. Questa sintesi di due culture è evidente nella tecnica, in cui Liu Youju mantiene in molti casi l’utilizzo tradizionale dell’inchiostro di china e del bellissimo supporto della carta di riso, mettendoli in relazione con il colore acrilico, portato del nostro XX secolo. Notevoli prove in mostra appaiono, tra le altre realizzate in tal modo, Sunrise, e il dittico Three Trees, in cui la formazione calligrafica di Liu Youju innerva la composizione ed è come la rampa di lancio di una pirotecnìa cromatica, di grande felicità. Tra le opere selezionate dalla curatrice per questa esposizione numerosi sono i motivi di interesse, in cui l’artista ripercorre temi e motivi della sua formazione, non abbandonando mai l’ispirazione filosofica orientale, legata al Tao Te Ching e alla teoria di Laozi sulla creazione dell’Universo, emerso dal Tao come un fiore sboccia dal suo seme (Burst into bloom).

Stand Upright

Tale visione invita gli esseri alla contemplazione, all’umiltà, all’armonia con il mistero dell’esistenza. Il tema della profonda empatia tra Uomo e Natura, tra tutti centrale, appare in linea con l’antica e profonda sensibilità filosofica e poetica dell’Estremo Oriente. Il titolo della mostra, Limitato e illimitato, allude dunque ad una relazione, tra la finitezza dell’uomo e l’infinitudine della natura e del cosmo: tutto ciò che esiste è il risultato dell’interazione tra Yin (oscurità, passività, principio femminile, luna) e Yang (luminosità, attività, principio maschile, sole), come nel bellissimo Alternating light and shadow. L’armonia si raggiunge seguendo il flusso naturale delle cose: a questa saggia e antica visione Liu Youju vuole coniugare una idea moderna di responsabilità di fronte al Creato, come in Ecology, la cui composizione sembrerebbe voler pacificare Natura (dalle animate cromìe sullo sfondo) e Civiltà (vitale nei suoi linearismi, compulsivi e frenetici), o Thorn thicket), in cui un fitto roveto, da cui traspaiono luminosi e vivaci colori, sembra significare che solo nel rispetto della natura selvaggia, possa consistere per l’uomo una possibilità di vita armonica.

The Faint Moonlight

La relazione dell’individuo con il cosmo può essere magica, improntata, come nella tradizione astrologica classica, alla decifrazione dei misteri di stelle e pianeti, dei loro influssi sulla nostra vita terrestre (Untitled. Celestial script), o proiettata in un futuro vicinissimo, di imminente scoperta di nuovi mondi, cui ci fa approdare la moderna tecnologia (Mars Project). Proprio la sintesi originale della pittura di Liu Youju tra Antico e Moderno, tradizione orientale e occidentale, capace di interpretare anche un “tempo della festa” così nostro come il Natale, gettandovi il suo sguardo partecipe (Christmas Impressions, New York, Nixon Museum) fa di questo artista cinese settantenne un protagonista del dialogo interculturale odierno. “Dialogon”: per i Greci “conversazione”,  “scambio di parole” (cui aggiungerei, per i nuovi mezzi della cultura digitale globale, “di immagini”) tra due o più persone (tra due o più civiltà). I soli strumenti capaci, attraverso l’arte visiva e la parola, di far tacere le armi, il cui sinistro rimbombo non si quieta, allo scadere del primo quarto di secolo, in questo nuovo millennio in cui avevamo tanto sperato.

Prof. Marco Nocca

Accademia di Belle Arti di Roma