
Il problema dei parcheggi e, in generale, dell’accesso al centro storico di Velletri è una delle più annose questioni che vengono da anni dibattute, punto cruciale del confronto tra amministrazione, cittadini e commercianti. L’oggettiva carenza di posti auto, unita alla conformazione di un territorio vasto come quello di Velletri – che vede gran parte della popolazione vivere in campagna e quindi costretta a spostarsi verso la città e il centro storico con la propria macchina – rappresenta un problema concreto.
Tra le risposte a questa criticità, l’amministrazione guidata dal Sindaco Ascanio Casella ha lanciato da diversi mesi un’iniziativa lodevole che rivoluziona le possibilità della mobilità urbana: una navetta gratuita che collega l’area Ex Amore – ampio parcheggio gratuito, vicino fra le altre cose alla stazione ferroviaria, al Tribunale e ubicato lungo la via Appia – con il centro storico, in particolare con fermate in via Buozzi (sotto Piazza Cairoli, fronte sede AVIS) e al Mercato coperto.

Il servizio è encomiabile e funziona bene, grazie alla frequenza di corse ogni 5-10 minuti: è possibile salire comodamente sulla navetta senza preoccuparsi di traffico o parcheggio. Tuttavia, attivare un servizio e comunicarlo con un post o un video non basta per farlo conoscere davvero. Di pomeriggio, le navette viaggiano spesso vuote, con al massimo due o tre persone a bordo: un numero esiguo, se non imbarazzante, per una città di quasi 60.000 abitanti.
E non ci sono scuse: a Roma si aspettano treni e metro anche per 10 minuti, e un cittadino di Velletri non può attendere 5-10 minuti per una navetta? La colpa, però, non è dei cittadini che ignorano il servizio, ma soprattutto di una comunicazione inadeguata. A parte uno striscione sparuto nell’area Ex Amore, nulla segnala la presenza di questa navetta e del servizio. E in una città grande come Velletri (per estensione più grande di Napoli, tanto per dare un parametro) è follia pensare che anche solo il 50% degli abitanti vedano un post o leggano un articolo.
Perché non installare una pensilina con due panchine, un tabellone orario e magari – proprio a voler strafare – un display luminoso con la scritta “Prossima partenza tra X minuti”? Chi passa da via dei Volsci o parcheggia lì potrebbe notare il servizio e usarlo. Di sera, poi, ancora peggio perchè il parcheggio è parzialmente buio: manca illuminazione, non si intuisce nemmeno che quello sia un capolinea e il servizio navetta sembra quasi fantasma.
L’auspicio è che l’Amministrazione investa, magari con sponsor o imprenditori locali, in una pensilina, una buona segnaletica e una comunicazione efficace – sfruttando gruppi facebook, canali online, siti istituzionali, anche volantini e altro – per far conoscere un servizio che è pratico, concreto, comodo e funzionale ma rischia altrimenti di essere abbandonato, perché poco usato e troppo costoso per ciò che rende. I risultati si vedono col tempo ma certe abitudini si possono proporre a una comunità soltanto informandola e rendendola consapevole. E anche per chi transita più volte al giorno lungo via dei Volsci costeggiando l’area ex Amore può risultare difficile capire come funziona il servizio – pur avendolo sentito nominare – se non ci sono un cartello, una pensilina e un presidio che facciano comprendere che lì passa una navetta.










