Orchestra del Paese Immobile, Marina Rei, Zero Assoluto e Matteo Alieno: a Velletri una grande “Malafesta” al Casale Malatesta

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L’Orchestra del Paese Immobile torna protagonista. Un grandissimo evento è in programma il 3 ottobre al Casale Malatesta, dove la musica incontra il territorio e celebra la bellezza. Ospiti di fama nazionale e internazionale, unione di culture e tanta curiosità per una festa che resterà memorabile. Abbiamo cercato di saperne qualcosa di più (no spoiler) intervistando Matteo Scannicchio, che ha svelato qualche retroscena e dato appuntamento a tutti per il 3 ottobre.

Matteo Scannicchio, è in arrivo un altro grande evento con l’orchestra del Paese Immobile, che continua il suo percorso di crescita nel segno dell’aggregazione intorno alla musica. Cosa bisogna aspettarsi dal grande evento in programma?

È un grande esperimento. Con Opi cerchiamo sempre di esportare il nostro dialetto e le nostre storie. Il 3 ottobre rovesceremo la questione. Abbiamo invitato Marina Rei, gli Zero Assoluto e Matteo Alieno per proporre loro una sfida: cimentarsi con il nostro dialetto e le nostre sonorità, viceversa l’Orchestra interpreterà alcuni brani degli artisti. Una perfetta circolarità in uno dei luoghi (Casale Malatesta) più belli e iconici del nostro territorio.

In cartellone sono presenti diversi artisti di fama nazionale e internazionale. È l’inizio di una nuova fase per il percorso dell’Orchestra?

Si, l’idea è questa. Il 3 ottobre sarà “la prima” Malafesta, vogliamo dare assolutamente continuità. L’ambizione è quella di far diventare questo festival un appuntamento fisso nel panorama culturale locale e nazionale.

Perché proprio la location prescelta?

È una location meravigliosa. Esattamente un anno fa (era proprio il 3 ottobre!!!) abbiamo scelto Casale Malatesta per scattare la foto di copertina del nostro primo album. In quella occasione abbiamo avuto modo di incontrare e confrontarci con Giorgio Pallocca, co-proprietario della struttura. Con lui abbiamo condiviso il grande attaccamento al territorio e la voglia di dare il nostro contributo, con la promessa di organizzare insieme qualcosa. In estate, da un semplice aperitivo, siamo arrivati a “Malafesta”, le idee si sono rincorse e così ci siamo imbarcati per questa avventura. Suoneremo dal primo pomeriggio fino al tramonto, immersi nel bosco adiacente, cercando di ricreare la  classica “ottobrata”, alle nostre spalle una meraviglia architettonica del 1600. Cosa chiedere di più?

Ci sono all’orizzonte novità musicali, per l’anno che verrà?

Beh, direi che questa è già una bella novità! Opi non dorme mai, stiamo iniziando a scrivere cose nuove, tra di noi c’è sempre molto fermento, ci stimoliamo a vicenda. Sicuramente il prossimo anno usciremo con degli inediti, uno di questi lo presenteremo dal vivo proprio il 3. Si intitola (per ora) “Ma però”.

Qual è il bilancio, parziale, a qualche mese di distanza dall’uscita del nuovo disco?

Innanzitutto siamo davvero orgogliosi. Sembrava difficile riuscire a pubblicare ufficialmente un disco in dialetto velletrano.Oggi abbiamo una casa discografica (Grande Onda) e una distribuzione (Belive). Oltre allo streaming, il nostro disco è reperibile in tutta Italia! Poi c’è l’affetto e la stima di artisti e addetti ai lavori, tutti affascinati da Opi, dal suo concetto. Le incredibili storie di Roberto Zaccagnini incuriosiscono anche chi viene da percorsi artistici totalmente diversi, mi chiedono che fine abbia fatto Filomenaccia o se sia vera la storia delle “scalette di’i struppi”! La presenza di Marina, Matteo, Thomas e Matteo Alieno ne è testimonianza. Purtroppo siamo tutti molto impegnati e non riusciamo a dare quanto vorremmo e quanto l’Orchestra meriterebbe, ecco, il buon proposito del 2027 sarà di stringerci ancor di più intorno all’Indico.