Presentata la XIII edizione del “Velletri Wine Festival”

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Ci sono storie che sembrano fatte apposta per raccontare l’Italia di provincia: quella che brontola, si azzuffa sui regolamenti, ma alla fine trova sempre il modo di rimboccarsi le maniche.

Giovedì mattina, nella Sala Conferenze del Museo Civico Archeologico “Oreste Nardini” di Velletri, si è capito subito che aria tira. A fare gli onori di casa c’erano la direttrice del museo, la dottoressa Raffaella Silvestri, e il presidente del Circolo Artistico La Pallade Veliterna, Alessandro Filippi. Il motivo? Presentare la tredicesima edizione del Velletri Wine Festival “Nicola Ferri”.

La macchina comunale si è inceppata, c’è stato il rinvio della novantacinquesima Festa dell’Uva per “mere questioni burocratiche”, ma qui nessuno ha intenzione di arrendersi. Ha prevalso lo spirito di Romina Trenta, la compianta assessora che ripeteva sempre: “Deve vincere Velletri”. E così, costi quel che costi, le date del 26 e 27 settembre restano blindate, con tanto di proroga della mostra fino al 4 ottobre per far quadrare i conti con l’amministrazione.

Il cartellone è di quelli che contano. La madrina della manifestazione è Eleonora De Paolis, straordinaria atleta paralimpica veliterna, a cui verrà consegnata la primissima “Terracotta d’oro”, un riconoscimento ideato per celebrare la sua carriera e ispirato alle lastre rinvenute sotto la chiesa delle Stimmate nel 1784 e nel 1910.

Poi ci sono i premi, che sono lo specchio di una comunità viva:

  • La Pallade d’argento andrà alla gloriosa Società Velitrae.
  • I Premi “Pallade Veliterna speciali” se li aggiudicano Filippo Ciccotti e Lara Liotta.
  • Il Premio “Ludovico Camangi” va all’azienda Colle di Maggio.
  • Il Premio Ve.la “Marcello Mammucari” sarà consegnato dalle figlie Carolina e Laura alla giornalista Michela Emili.

E mentre i figli del compianto maestro Agostino De Romanis inaugureranno la collettiva d’arte contemporanea, la città si prepara a un fine settimana di storia, pittura all’aperto (grazie al ritorno dell’estemporanea “Velletri e i suoi scorci” voluta da Valter Campanella) e, naturalmente, buon vino.

Le carte bollate passano, i cavilli pure. A Velletri, per fortuna, resta la voglia di esserci.