Presentato a Velletri “Uliveti di Cura”: paesaggio e benessere al centro del Progetto

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È stato presentato sabato mattina, presso la Sala Paolini Angelucci del Museo Diocesano di Velletri, il progetto “Uliveti di cura”, innovativo percorso fatto di passeggiate immersive che pone al centro l’uliveto come ecosistema emozionale tra natura, cultura, memoria e benessere. Si tratta di un progetto pilota dal fine ambizioso, quello di formare un osservatorio di felicità rurale diffusa in paesaggi olivicoli.

A fare gli onori di casa la dottoressa Silvia Sfrecola Romani, coordinatrice generale del progetto, che ha spiegato nei dettagli i vari passaggi che hanno portato il team di lavoro a investire idee, energie e contenuti per un cammino che si preannuncia intrigante. È emerso, sia dall’intervento della coordinatrice che dai successivi, come non sia più pensabile al giorno d’oggi slegare il concetto di cura “medica” o “clinica” da quello che riguarda lo stile di vita “sociale”. Sono discorsi che hanno, dati alla mano, ricadute concrete e scientificamente dimostrate che neanche la società della frenesia, della performance a tutti i costi e della fretta cronica può scalfire o negare.

La grande partecipazione di pubblico (sala gremita) ha certificato tutto ciò e gli interventi dei vari professionisti hanno approfondito compiutamente il discorso. Prima a prendere la parola è stata la dottoressa Cristina Civitani, biologa e coordinatrice scientifica del progetto, la quale ha spiegato come per coloro che parteciperanno alle passeggiate immersive ci sarà la possibilità (grazie alla sinergia con il Cinthianum Labac, laboratorio di Genzano, partner scientifico) di effettuare un test salivare della misurazione del cortisolo prima e dopo la camminata, così da misurarne scientificamente i valori e valutare gli effetti che la passeggiata ha sul corpo.

Molto interessanti anche gli interventi di Paola Sarcina, project manager, che ha sottolineato come ormai la “prescrizione sociale” (ovvero quella che impone ai pazienti di non curarsi con le medicine e basta ma anche con attività sociali) sia al centro di tavoli tecnici condivisi dal Ministero della Salute. Sulla stessa lunghezza d’onda la dottoressa Rita Di Marco, medico di base, che ha portato la sua esperienza personale a contatto con decine di pazienti ogni giorno. Luigi Centauri, presidente del CAPOL (partner di progetto) ha invece posto l’accento sul legame tra l’olio e il territorio. Sono intervenuti anche il dottor Umberto Mancuso, medico dello sport, il dottor Peppino Nicolucci, neurologo e psicologo, e il professor Eugenio Lendaro, della Facolta di Medicina di Latina de La Sapienza.

In chiusura, invece, le parole dei titolari delle due aziende che ospiteranno le passeggiate immersive per “Uliveti di cura”: Giovanni Abruzzese (Azienda Agricola Biologica Le Grotte di Velletri) e Pietro Zampini (Azienda Agricola Castello Santa Margherita di Cori). Le passeggiate si svolgeranno sabato 18 e domenica 19 aprile e sabato 9 maggio (info in locandina).

La presentazione del progetto e le prime passeggiate immersive rappresentano lo step d’avvio per un progetto sperimentale tra Castelli Romani e Monti Lepini che misurerà la correlazione tra esperienze immersive nel paesaggio olivicolo e la risposta fisiologica allo stress. Un’idea pionieristica e destinata a fare strada, con ricadute sul benessere di tutta la cittadinanza.