Segnalazioni alla Redazione: Ritardo aereo e stage linguistico: la scuola nega l’indennizzo e il silenzio istituzionale solleva dubbi

Una vicenda che unisce i disagi legati a un disservizio di trasporto aereo alla totale assenza di risposte da parte delle istituzioni scolastiche. Protagonista è uno studente che durante l’anno scolastico ha partecipato a un viaggio d’istruzione all’estero, nello specifico uno stage linguistico con la scuola.
Il volo di andata ha subito un ritardo importante, accumulando ore di attesa e creando non pochi disagi ai ragazzi e alle famiglie. I genitori si sono attivati per richiedere i dati necessari a ottenere l’indennizzo dalla compagnia aerea; mentre tutti gli alunni partecipanti hanno ricevuto dalla scuola una mail contenente la procedura esatta per la richiesta di indennizzo, per la famiglia dello studente in questione la situazione si è bloccata. A una prima email della famiglia che chiedeva i suddetti dati, la dirigente scolastica in una comunicazione ufficiale rispondeva che a causa della parziale copertura del costo del viaggio tramite un contributo statale (pari a circa il 50%, in quanto il ragazzo è diversamente abile), lo studente non avrebbe avuto diritto all’indennizzo di viaggio. Una tesi che contrasta con la normativa generale dei vettori aerei, i quali riconoscono l’indennizzo per disservizio a prescindere dalle modalità di pagamento o dai contributi ricevuti per l’acquisto del titolo di viaggio.
Da questo momento, nonostante le diverse email inviate dalla famiglia per spiegare la necessità dei dati non solo per il rimborso ma anche per attivare una polizza assicurativa privata la scuola avrebbe interrotto ogni comunicazione, lasciando cadere le richieste nel silenzio assoluto e facendo rischiare la scadenza dei termini utili per le pratiche.
Visto il silenzio della scuola la famiglia si è rivolta agli altri genitori, i quali hanno riferito di aver già ricevuto i dati utili dalla scuola sulla mail scolastica degli studenti. Quando una settimana dopo la famiglia ha comunicato alla scuola dei riscontri avuti dagli altri genitori, solo a quel punto, senza una risposta diretta alla famiglia, anche lo studente in questione ha ricevuto la email con la procedura di richiesta di indennizzo.
La famiglia chiede ora che la questione venga portata all’attenzione pubblica, senza toni polemici ma con l’auspicio di rompere il muro del silenzio istituzionale, ottenendo un riscontro formale e garantendo allo studente gli stessi diritti riconosciuti a tutti gli altri partecipanti.
Lettera firmata










