The Joshua Tree degli U2 e una Horizon fanno la storia del Rock

Gli U2 hanno segnato gli anni ‘80 con i loro brani di protesta e denuncia. A farmeli conoscere fu la professoressa di inglese delle medie.
Via i libri, l’inglese si impara ascoltando musica. Il primo brano che ascoltai fu Sunday bloody Sunday, un brano sulla non violenza ispirata da due tragiche domeniche per il popolo irlandese che combatteva contro l’esercito inglese.
Questo, forse, è il brano più conosciuto degli U2 ma l’album che ha consacrato il gruppo di Bono Vox, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen all’Olimpo del rock è stato sicuramente The Joshua Tree del 1987.
Il titolo dell’album parte da una foto, anzi due, che divennero la copertina e la parte interna della copertina apribile.
L’albero di Joshua è una pianta di yucca che cresce nel sud-ovest dell’America e se ne trovano particolarmente tanti nel deserto del Mojave.
Con questo progetto discografico gli U2 volevano esplorare il mondo USA, dalle tradizioni al genere musicale. The Joshua Tree, infatti, è ricco di sonorità blues e gospel come I Still Haven’t Found What I’m Looking For o l’intramontabile With or Without You
Il fotografo incaricato a realizzare le immagini che avrebbero accompagnato l’album fu Anton Corbijn.
Corbijn è un grande appassionato di musica Rock e ama la fotografia.
Nel 1972, mentre è ad un concerto, scatta alcune foto ad una band che si sta esibendo sul palco e le invia alla rivista Muziek Parade, un mensile musicale pubblicato dal 1957 al 1985.
Le foto vennero pubblicate e Corbijn, a solo 17 anni, iniziò la sua fiorente carriera di fotografo.
Molte delle foto di musicisti tra i primi anni ‘80 e la fine degli anni ‘90, portano il marchio Corbijn che non accettava l’etichetta di fotografo da concerti e infatti si concentrò su ritratti che hanno tutti lo stesso stile, bianco e nero con contrasti molto alti.
Il fotografo olandese inizia collaborazioni con i nomi storici del rock e del pop.
Tra i tanti musicisti finiti sotto la lente di Corbijn troviamo: Kurt Cobain, Rolling Stones, Metallica, Patti Smith e Iggy Pop.
Il rapporto più lungo però lo ha avuto con i quattro irlandesi che inizia nel 1982 e durerà per oltre dieci anni.
La storia ci insegna che molte scoperte scientifiche avvengono per caso o per sbaglio.
Anche in fotografia questo può accadere e la copertina e l’interno della copertina di The Joshua Tree sono l’esempio di come uno sbaglio può tramutarsi in un colpo di genio.
L’album è molto spirituale e il fotografo stava cercando un luogo con molto spazio negativo, vuoto, e lo trovò nel deserto del Mojave.
Lungo la Route 190, Corbijn intravide un albero di Joshua isolato e decise che quell’ albero sarebbe diventato il protagonista degli scatti.
Ispirandosi ai film di Sergio Leone che aveva delle riprese panoramiche mozzafiato, affittò una macchina fotografica particolare, una Horizon, prodotta dalla KMZ un’azienda Russa, famosa nel campo fotografico per le sue fotocamere Zenit.
La Horizon è una macchina studiata per riprese panoramiche e messa a fuoco all’infinito con un obiettivo rotante di 120°.
Corbijn mise Bono e il resto della band davanti alla macchina fotografica e sullo sfondo l’albero pensando di riuscire a mettere a fuoco entrambi.
Il risultato però fu altro. L’apertura focale fissa e la curvatura dell’obiettivo particolare, fece uscire fuori una foto tecnicamente errata ma con un carico emotivo straordinario.
Altro fatto curioso su questa sequenza di foto viene raccontata dallo stesso Bono Vox.
Nella foto della copertina interna, i quattro di Dublino, sembrano avere uno sguardo e un aspetto molto cupo.
Corbijn chiese alla band di togliere i cappotti per dare risalto al deserto, ma nel periodo in cui stavano eseguendo gli scatti, nel deserto del Mojave, faceva veramente freddo e, ad osservare meglio la foto, chi soffrisse più il freddo era The Edge che con le mani in tasca, alza le spalle quasi a riparare il collo dal freddo.
Purtroppo, c’è anche un lato negativo su questa foto. Una volta svelato il luogo dove vennero scattate le foto, molti fan si recarono in pellegrinaggio presso l’albero di Joshua e qualche idiota nel 2015, forse per scattare una foto ricordo, salì sull’albero facendolo crollare. Qualche mese dopo la notizia un altro fan si recò sul posto cercando di riparare l’albero e questo è il video che lo documenta.
The Joshua Tree degli U2 è un album che ha vinto 5 disco d’oro, 12 dischi di platino e due disco di diamante consolidando il loro status di band più importante del pianeta e insieme alla copertina scattata da Corbijn hanno fatto la storia del rock.
Rubrica a cura di Daniele Trombetti










