Velletri 2030: “Molti scrivono, pochi sanno leggere”

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Un articolo pubblicato recentemente dalla rivista GEOPOP ci dice che in Italia si legge sempre meno: https://share.google/Rk0kIP6SwTUBEyObn .

“L’ascesa degli smartphone ha ridotto il tempo dedicato alla lettura, portando l’Italia ai minimi europei e aggravando l’analfabetismo funzionale…… In Italia, oltre un adulto su tre non riesce a comprendere ed analizzare testi complessi”. E’ questo uno dei risultati della nuova indagine sulle competenze degli adulti realizzata dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) e disponibile in italiano come una pubblicazione dell’Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP). Il Rapporto INAPP trae spunto sia nei contenuti che nella struttura dal Rapporto originale realizzato dall’OCSE e focalizza l’attenzione sull’Italia in comparazione con gli altri Paesi e le Economie partecipanti al Programma. Il Rapporto in lingua italiana dal titolo “Le competenze cognitive in Italia nel contesto internazionale” si può scaricare da:https://oa.inapp.gov.it/server/api/core/bitstreams/c31df4f9-6df7-4c77-8784-0fd0afa467fb/content

In questi giorni è stata pubblicata l’indagine 2026 dell’INVALSI, l’Istituto pubblico che valuta le competenze degli studenti e delle studentesse nelle scuole italiane. Il quadro che emerge non è particolarmente brillante: quasi il 40% degli alunni delle elementari ha difficoltà in matematica, mentre una quota analoga degli studenti delle medie presenta problemi nella comprensione dell’italiano; dal Rapporto “I risultati delle prove INVALSI 2026 https://www.invalsi.it/wp-content/uploads/2026/07/Slide-Sintesi-primi-risultati-prove-INVALSI-2026.pdf

Rispetto al recente passato si registrano alcuni segnali positivi, come il miglioramento relativo del Mezzogiorno rispetto al Nord. Tuttavia, la presenza di quote così elevate di studenti con carenze nelle competenze di base rappresenta un problema strutturale e drammatico, che nel tempo non si è riusciti a risolvere. È una criticità che interroga il sistema educativo nel suo complesso, nonostante l’evoluzione delle tecniche didattiche nel corso del tempo.

Nel dibattito pubblico, la condizione giovanile torna al centro solo in occasione della pubblicazione di qualche nuovo dato preoccupante, per poi scomparire rapidamente dall’Agenda Politica. Una dinamica che contribuisce a mantenere il problema in una dimensione emergenziale, senza affrontarlo in modo strutturale.

Negli ultimi mesi, qualche passo avanti si è registrato sul piano istituzionale. La Valutazione di Impatto Generazionale (VIG) delle leggi è diventata un obbligo per il governo, obbligato, d’ora in poi, a considerare gli effetti ambientali e sociali delle nuove leggi sui giovani e sulle future generazioni. L’obiettivo della VIG è quello di promuovere l’equità intergenerazionale, considerando gli effetti ambientali, sociali ed economici delle politiche pubbliche sulle attuali giovani generazioni e rappresenta lo strumento valutativo della Youth Perspective, cioè la prospettiva verso le giovani generazioni, che dovrebbe orientare ogni politica.

Tra le tante iniziative culturali della Comunità di Velletri, sarebbe utile un dibattito con i dati provenienti dalle diverse Istituzioni scolastiche ospitate dalla nostra Comunità!

Buona riflessione.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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