Velletri 2030: sostenibilità e cambiamenti climatici

Il tema della Sostenibilità delle proprie scelte va sempre analizzato in tutte le sue dimensioni, non solo la dimensione ambientale. Allo scopo riproponiamo alcuni concetti già proposti nelle News Velletri2030 in data 25 Maggio, 2026.
Lo Sviluppo Sostenibile è un Modello di crescita che mira a soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle future generazioni di soddisfare i propri. Uno strumento utile per misurare i progressi verso lo Sviluppo Sostenibile è l’Agenda 2030 con i suoi diciasette Obiettivi (Sustainable Development Goals, SDGs). Il Modello si basa su quattro dimensioni fondamentali, strettamente collegate tra loro.
Dimensione ambientale. Riguarda la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali. L’obiettivo è ridurre l’inquinamento, limitare lo sfruttamento eccessivo delle risorse e preservare gli ecosistemi, che non significa semplicemente mettere a dimora nuovi alberi.
Dimensione sociale. Riguarda il benessere delle persone e l’equità nella società. Punta a garantire diritti, inclusione e qualità della vita per tutti. In generale comprende: accesso alla sanità e all’istruzione, uguaglianza di genere, lotta alla povertà e alle discriminazioni, sicurezza e condizioni di lavoro dignitose.
Dimensione economica. Riguarda una crescita economica stabile e duratura, capace di creare benessere senza danneggiare ambiente e società. In generale comprende: produzione e consumo sostenibili, industrializzazione sostenibile e inclusiva e favorire l’innovazione, uso efficiente delle risorse.
Dimensione istituzionale. Riguarda il ruolo delle istituzioni e delle leggi nel promuovere uno Sviluppo Sostenibile. Si basa su una governance efficace, trasparente e partecipativa. In generale comprende: rispetto delle leggi, lotta alla corruzione, partecipazione dei cittadini nei processi decisionali, pianificazione di politiche sostenibili.
Molti SDGs sono interconnessi e un’azione sostenibile spesso contribuisce a più obiettivi contemporaneamente. Ad esempio: la mobilità sostenibile migliora ambiente, salute ed economia; l’istruzione favorisce inclusione sociale e crescita economica; istituzioni solide aiutano a realizzare tutti gli altri obiettivi dell’Agenda 2030. Una società può definirsi davvero sostenibile solo quando crescita economica, tutela ambientale, benessere sociale e buona governance procedono insieme in equilibrio.
Il Documento della Deloitte “Rischio Climatico in Italia: dagli scenari alle proposte di intervento”https://www.deloitte.com/content/dam/assets-zone2/it/it/docs/issues/2026/il-rischio-climatico-in-italia-report-vcw.pdf ci fa un quadro della situazione italiana, aggiornato al 2025. Causa il “gran caldo” del 2026, un parametro molto importante del Modello di Sostenibilità è diventato il “diritto al fresco”; ma l’accesso all’aria condizionata resta un miraggio per gran parte dell’umanità. L’assalto a un supermercato di Parigi e le proteste davanti a una centrale elettrica in Bangladesh sembrano appartenere a due mondi diversi, ma non lo sono. Questi due episodi, riportati da The Economist https://www.economist.com/international/2026/07/23/the-geopolitics-of-air-conditioning raccontano la stessa storia: quella di un pianeta in cui il caldo estremo sta trasformando il raffrescamento da semplice comfort a necessità. Se per decenni la geopolitica si è costruita attorno al controllo delle fonti energetiche, nei prossimi anni potrebbe iniziare a misurarsi anche sulla capacità di garantire ai cittadini qualcosa che fino a poco tempo fa sembrava impensabile: qualche grado in meno.
Il raffrescamento in alcuni casi salva le vite umane, ma se alimentato con energia prodotta da fonti fossili (principalmente carbone, gas, petrolio)rischia di contribuire all’aggravarsi del problema che cerca di mitigare. Facile da intuire, basta passare vicino ad una macchina esterna di un qualsiesi condizionatore. Una ricerca dell’Università di Birmingham https://www.birmingham.ac.uk/news/2026/air-con-heat-relief-significantly-worsens-climate-change stima che entro il 2050 il raddoppio dell’utilizzo globale dei condizionatori potrebbe contribuire a un ulteriore aumento della temperatura media del pianeta fino a 0,07 °C. Una crescita del numero di condizionatori non accompagnata dalla crescita di produzione d’energia e da una riprogettazione delle reti elettriche, colpevoli, durante le ondate di calore, di blackout elettrici. Quando la corrente salta, molte persone restano improvvisamente senza protezione proprio nei giorni più caldi dell’anno. È in questi momenti che il disagio si trasforma in protesta, come dimostrano le manifestazioni registrate negli ultimi mesi, soprattutto in India, Pakistan, Bangladesh, Iraq e Sri Lanka. Il rischio è quello di un circolo vizioso: più aumenta il caldo, più cresce la domanda di elettricità; più cresce la domanda, più le reti entrano in crisi; più aumentano i blackout, maggiore diventa la tensione sociale.
E’ qui che entra in gioco la dimensione tecnologica. La tecnologia viene vista come uno strumento per generare valore ambientale, sociale e di governance: ridurre sprechi e consumi, migliorare accessibilità e qualità della vita, rafforzare la capacità delle amministrazioni di programmare,monitorare e rendicontare le proprie politiche. La Sostenibilità diventa una delle dimensioni decisive attraverso cui misurare l’intelligenza di una città: nella capacità di ridurre gli impatti ambientali, ma soprattutto nel modo in cui una comunità urbana governa le proprie risorse, organizza i servizi essenziali, tutela il territorio e migliora concretamente la qualità della vita dei cittadini. Da qui l’evoluzione del concetto di “Smart City“. “La città intelligente non è solo digitale: è anche capace di conoscere i propri impatti, misurare le fragilità ambientali e intervenire dove qualità della vita e qualità dell’ambiente si incontrano” , da Tecnologie Digitali per Città Sostenibili:
https://cityvision.zone/pubblicazioni/.
Un’idea oggi molto diffusa va sotto il nome di “depavimentazione” per eliminare le “isole di calore”. Grandi estensioni di suolo urbano sono oggi sigillate, cioè ricoperte da asfalto, cemento o altri materiali impermeabili che impediscono all’acqua di filtrare nel terreno, eliminano la vegetazione, assorbono il calore solare e riducono la biodiversità locale. Nel Rapporto “Consumo di suolo, Dinamiche territoriali e Servizi ecosistemici “, 2025, del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente https://www.snpambiente.it/pubblicazioni/consumo-di-suolo-dinamiche-territoriali-e-servizi-ecosistemici-edizione-2025/ si legge che nel 2024 sono stati coperti da “nuove superfici artificiali” quasi 84 chilometri quadrati di suolo (+16% rispetto al 2023), a fronte di 5 chilometri quadrati che invece sono stati ripristinati. In altri termini è come se ogni giorno si perdessero 230mila metri quadrati di terreno. Per saperne di più si rimanda al Rapporto “Linee guida per la depavimentazione e il rinverdimento urbano” https://www.regreen-project.eu/news/guidelines-for-a-depaving-and-regreening-strategy-in-cities/ risultato di un progetto EU Horizon 2020.
Come è facile dedurre, il tema della Sostenibilità è molto complesso. La tecnologia può dare una mano a risolverlo , ma da sola non basta, come pure piantare qualche albero. Ogni decisione deve rispondere insieme a esigenze ambientali, ecologiche, climatiche, sociali, economiche e istituzionali.
A questo punto molti si chiederanno: la Comunità di Velletri che deve fare? La risposta sta nel famoso aforismo “pensa globalmente, agisci localmente”. Che ogni cittadino si prenda la responsabilità di tradurre certi principi universali in soluzioni locali, e l’Amministrazione di governare la Comunità di Velletri seguendo i suggerimenti che vengono dalla Comunità Scientifica.
Buona riflessione.
Sandro Bologna
Presidente Velletri2030










