Fausto Servadio: “Ecco le ragioni delle mie dimissioni da Assessore”

A circa un mese di distanza dalle sue dimissioni, l’ex Assessore Fausto Servadio ha spiegato in un’intervista le ragioni che lo hanno indotto a rinunciare all’incarico e rimettere nelle mani del Sindaco le deleghe a Lavori Pubblici, Infrastrutture e Fondi PNRR.
Fausto Servadio, a distanza di un mese dalle sue dimissioni può spiegarci le motivazioni che l’hanno portata alla rinuncia dell’incarico?
I motivi sono sinteticamente inseriti nella lettera di dimissioni, anche se forse le cause non sono state percepite al meglio dalla comunità e ritengo doveroso spiegarle ai miei elettori e a tutti i cittadini. Parto dall’inizio: mi fu chiesto di sostenere la candidatura di Cascella, al ballottaggio, e all’epoca mi sembrava la soluzione migliore per la comunità e per il suo sviluppo, anche considerando la filiera di centrodestra con Governo e Regione. Inoltre ero convinto di poter dare un grosso contributo in relazione alle deleghe che mi erano state affidate vista l’esperienza accumulata in sessant’anni di attività imprenditoriale nel settore delle costruzioni e dell’impiantistica, oltre all’esperienza decennale acquisita nella funzione di Sindaco. Il nostro accordo era basato su un programma ben preciso e su alcune attività fondamentali allo sviluppo della città: i parcheggi multipiano in via Paolina e nell’ex Carcere, lo stesso edificio dell’ex Carcere da restaurare per inserirci l’Archivio Comunale, gli Uffici Comunali, la casa del pellegrino o alloggi per l’emergenza abitativa, la zona artigianale ai Cinque Archi con la stazione, la riqualificazione delle torri medievali. Ad oggi tutto questo non è stato fatto nonostante i solleciti e le mail rivolte al Sindaco e agli uffici per attivare le procedure e avviare i progetti.
Quali sono state le difficoltà e perché questi progetti non sono stati avviati o realizzati?
L’Assessorato da me guidato doveva occuparsi di Lavori Pubblici, Infrastrutture e PNRR. Il Sindaco ha affidato le attività dei Lavori Pubblici ad altri assessorati, tant’è che gli ho scritto chiedendo quale fosse il limite dell’attività di mia competenza per capire meglio il margine di manovra. Se ad esempio bisognava intervenire sulle scuole, i lavori andavano in carico all’Assessore alla Manutenzione Scolastica; se bisognava fare lavori al Cimitero, i lavori erano in carico all’Assessore ai Servizi Cimiteriali e non a quello ai Lavori Pubblici. Analogo discorso per la viabilità, con l’Assessore preposto a gestire lavori ordinari e straordinari in maniera autonoma rispetto ai Lavori Pubblici. Questa scelta ha creato da subito una non condivisione in quanto non rispettava l’accordo elettorale sottoscritto.
Fra i Lavori Pubblici e gli interventi scolastici nelle ultime settimane è emersa la questione della scuola “De Rossi”. Qual è la situazione in merito? Se n’è occupato?
Riguardo alla “De Rossi”, fui chiamato a giugno 2023 dal dirigente a fare un sopralluogo. Andai sul posto, la palestra era inagibile e piena di ponteggi a sostegno del solaio che aveva una curva di flessione. Durante il sopralluogo mi resi conto delle grosse criticità strutturali, a cominciare dai pilastri. Ho lanciato l’allarme parlando con il Sindaco e chiedendo una verifica strutturale per mettere l’edificio in sicurezza. Il Sindaco ha condiviso la preoccupazione, ma poi ha convocato l’Assessore Bastianelli, addetta alla manutenzione scolastica, estromettendomi perché secondo la sua visione la ristrutturazione era una manutenzione. Ho preso atto di questa volontà pur chiedendo spiegazioni. E questo è uno dei motivi che mi hanno portato alle dimissioni. Un episodio analogo è accaduto con la scuola di via Tevola, la strada che conduce lì era franata, ho parlato con i proprietari del terreno che ce lo hanno concesso a titolo non oneroso, bisognava fare il progetto ma a distanza di due anni e mezzo non è partito e per la delibera fu richiesta la firma congiunta dell’Assessore alla Viabilità, di fatto non riconoscendo il lavoro a carico del mio Assessorato.
Fra i lavori più al centro dell’attenzione c’è Piazza Cairoli, che sembra ormai ultimata a parte qualche dettaglio. È soddisfatto del risultato?
Per Piazza Cairoli c’è da fare un discorso a monte: all’inizio dei lavori avevo chiesto al Sindaco di riaprire al transito delle auto il Corso, almeno la mattina, per evitare disagi ai commercianti e ai cittadini. Erano d’accordo tutti gli Assessori, ma alla fine non se ne fece nulla per imposizione del Sindaco. Inoltre facemmo una variante di progetto perché la Piazza doveva essere totalmente pedonale, ma nel realizzarla si è condivisa con la Giunta la necessità di fare un passaggio carrabile, a senso unico, dalla Galleria Ginnetti alla Torre del Trivio. Durante i lavori ho sempre messo la faccia e garantito ai cittadini che ci sarebbe stata una transitabilità, poi vengo a sapere che il Sindaco ha dato mandato a due Assessorati, alla Viabilità e ai Parcheggi, di attivarsi per la chiusura totale della piazza senza neanche un confronto con me. Un’altra questione riguarda i portici: chiesi una variazione di bilancio per finanziare le opere di riqualificazione dei portici, sarebbe stato importante riconsegnare la piazza ristrutturata insieme ai portici. L’Avvocatura Comunale ha convocato gli amministratori dei condomini, predispose una convenzione ma anche lì poi non se ne fece nulla poiché per il Sindaco non era convincente e non garantiva l’Ente.
Tra i lavori più attesi insieme a Piazza Cairoli ci sono il parcheggio sotto l’Ospedale e i collegamenti meccanizzati che conducono alla piazza, fondamentali per una facile accessibilità della stessa…
Quando ci siamo insediati c’era un progetto con un percorso sugli alberi e un ascensore. Il Sindaco ha optato per l’ascensore inclinato, io avevo chiesto di fare un percorso meccanizzato con tappeti mobili. A mio parere appariva molto più vantaggioso per la funzionalità e l’utilizzo, soprattutto perché sarebbe stato accessibile anche dall’interno della villa, mentre con l’ascensore inclinato ci sarà un unico accesso dal parcheggio di via Madre Teresa di Calcutta, alla partenza, e in via Menotti Garibaldi, all’arrivo.
Al di là delle dimissioni, quale sarà il futuro politico di Fausto Servadio?
Io continuo a fare il mio lavoro e a interessarmi delle questioni cittadine, se posso dare un contributo non mi giro certo dall’altra parte. A livello politico è difficile dirlo, bisognerà capire col tempo se proseguirà la passione, se ci saranno delle condizioni e soprattutto se i cittadini avranno ancora fiducia in me. Ci tengo comunque ad augurare un proficuo lavoro a tutta l’Amministrazione in carica nell’interesse della comunità, il mio impegno era e resta quello di rendere la nostra città sempre migliore.










