La storia dietro la copertina di (What’s The Story) Morning Glory?

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Gli Oasis fecero rivivere la musica britannica negli anni Novanta dopo un assordante silenzio durato vent’anni, dal lontano 10 aprile 1970, data dello scioglimento definitivo dei Beatles.

A distanza di 16 anni dall’ultimo litigio tra Noel e Liam Gallagher, i due fratelli di Manchester si sono riuniti quest’anno per una tournée che si dice essere stata straordinaria. Per questo, voglio raccontarvi la storia della copertina del loro album per eccellenza: (What’s The Story) Morning Glory?

Un colpo di fortuna: Brian Cannon

Se avete letto altre storie sulle copertine dei dischi, saprete che spesso le foto nascono per fortuna o per caso, come nel caso di London Calling dei Clash o Please Please Me dei Beatles.

Ebbene, la storia di Brian Cannon, designer e fotografo che ha lavorato con gli Oasis, è tutta una serie di colpi di fortuna, come lui stesso ha ammesso.

A 18 anni, realizzò un graffito sul muro di un magazzino a Wigan, una piccola città tra Liverpool, Preston e Manchester.

Questo murales fu notato dal DJ Greg Wilson, che volle incontrarlo per offrirgli un lavoro per il gruppo musicale The Ruthless Rap Assassins, sotto contratto con la EMI.

Un muro, un murales, un DJ: ecco la porta d’accesso al mondo della musica.

L’incontro con gli Oasis fu ancora più rocambolesco. Liam e Brian si trovarono nello stesso edificio e presero lo stesso ascensore. Liam notò subito le sneakers che Brian aveva comprato in Italia, durante un soggiorno a Roma, ed esclamò:

 “Dove c***o hai trovato queste scarpe?”

Un paio di scarpe, un ascensore, e Brian divenne il fotografo e grafico degli Oasis.

Da quel momento, firmò tutte le copertine dei loro album, realizzando anche il loro logo iconico.

In un’intervista, Cannon ha dichiarato che le sue opere migliori siano state proprio le copertine dei vinili, dove poteva esprimersi al meglio.

Ha anche aggiunto che gli Oasis furono il gruppo con cui lavorò meglio perché capivano il suo lavoro e lo lasciavano fare. Ed è un bene, perché le copertine degli album degli Oasis sono dei veri capolavori fotografici.

Il concetto della copertina

Veniamo alla copertina in questione. Per il secondo album degli Oasis, Cannon si ispirò a una conversazione avuta con Liam, il quale sosteneva che al mondo non ci sono più risposte, ma sempre e solo tante domande, perché ogni risposta non fa altro che provocarne di nuove.

Cannon pensò a qualcosa che potesse suscitare molti interrogativi e ideò uno scatto in cui le domande dominano.

Chi sono i due ragazzi che si incontrano? Dove stanno andando? Si conoscono? Le domande poi proseguono sul retro della copertina, dove uno dei due ragazzi scompare: Dov’è finito?

Il gioco è completo se si considera il titolo stesso dell’album, che termina con un punto interrogativo: (What’s The Story) Morning Glory?

Lo scatto

Cannon scelse come sfondo per la foto Berwick Street, una strada molto trafficata e famosa di Londra per la presenza di numerosi negozi di dischi.

Voleva che la via fosse vuota per dare risalto ai due ragazzi e quindi organizzò la sessione fotografica alle 5:00 del mattino.

Si riunirono tutti in un Pub per bere qualcosa prima, ma Liam e Noel, stranamente, litigarono e andarono via, lasciando tutti sul set. Cannon non si perse d’animo: piazzò la macchina fotografica sul cavalletto e scattò lo stesso.

I due ragazzi che avrebbero dovuto essere i fratelli Gallagher furono rimpiazzati dal DJ londinese Sean Rowley (amico di Cannon) e dal fotografo stesso: Cannon è il ragazzo con la giacca, mentre Rowley è quello di fronte.

Nella foto compare anche un terzo elemento visibile in lontananza: è il produttore Owen Morris, che tiene il master dell’album alzato sul viso.

Cannon si aspettava di trovare comunque la strada trafficata e di dover eliminare eventuali persone o auto in post-produzione. Dato che la foto fu scattata su pellicola in analogico, il lavoro sarebbe stato lungo. La fortuna volle che la strada fosse assolutamente vuota.

Dopo questo scatto, la troupe girò per altre due ore nelle vie adiacenti per scattare altre foto.

Lavorando su pellicola, Cannon non sapeva come fossero venute. Il giorno dopo, quando i rullini furono sviluppati, la foto scelta fu proprio il primo scatto che avevano eseguito.

Cannon afferma che avrebbero potuto scattare solo quella e tornare subito a bere al Pub senza problemi.

Il servizio fotografico costò 25.000 sterline. Erano gli anni Novanta e i produttori sapevano che il denaro sarebbe rientrato. Considerando che (What’s The Story) Morning Glory? ha venduto 22 milioni di copie in tutto il mondo, è uno degli album più venduti in assoluto e ha consacrato il britpop a livello globale, quelle 25.000 sterline spese per la copertina sono state un investimento eccellente.

Oggi, musica e fotografia viaggiano in digitale, e questo, in parte, ha fatto perdere il fascino delle copertine dei dischi.

Avere tra le mani due opere d’arte contemporaneamente – il disco e la sua copertina – è qualcosa di affascinante e unico.

L’album non inizia quando si appoggia la testina sul vinile, ma molto prima: comincia quando gli occhi scrutano quel quadrato e, se si è curiosi, ci si pone subito mille domande, tra cui: chi ha scattato la foto?

Rubrica a cura di Daniele Trombetti