The Clash e la copertina di London Calling che ha fatto storia

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Sono sicuro che, almeno una volta nella vita, abbiate ascoltato London Calling alla radio.

E sono altrettanto sicuro che, almeno una volta, abbiate sentito nominare la band che insieme ai Sex Pistols ha fatto conoscere il punk al mondo intero.

Esatto, parlo proprio di loro: i The Clash, una delle band più iconiche della loro epoca, capaci – tra la fine degli anni ’70 e la metà degli ’80 – di mescolare generi diversi e diffondere un messaggio di protesta unico.

Il gruppo si formò nel 1976, in piena ondata punk inglese, e si sciolse nel 1985.

In meno di dieci anni riuscirono a conquistare il mondo con le proprie canzoni: quattro album singoli, un doppio e addirittura un triplo.

Ma in questo racconto voglio soffermarmi su una copertina che ha fatto la storia: quella di London Calling, il doppio album pubblicato nel 1979.

Una copertina che nasce, ancora una volta, da un errore fotografico diventato capolavoro.

LO SCATTO CHE CAMBIO’ TUTTO

I protagonisti di quell’immagine sono due.

Il primo è Paul Simonon, bassista della band, immortalato in un momento di furia: frustrato, si dice, da un pubblico poco partecipe durante il concerto al Palladium di New York, il 21 settembre 1979, spaccò il suo basso contro il palco. Un gesto istintivo, di pura rabbia.

Il secondo protagonista è Pennie Smith, la fotografa che stava seguendo i Clash in tour per il New Musical Express, all’epoca la rivista musicale più influente del Regno Unito.

Pennie scattò la foto proprio mentre indietreggiava per non essere colpita dai pezzi dello strumento. Quel movimento improvviso rese l’immagine mossa e sfocata. Quando la vide, la giudicò un errore e decise di scartarla.

Fu Joe Strummer, voce e anima dei Clash, a insistere: in quello scatto vedeva tutta l’essenza del rock.

La perdita di controllo, la ribellione, l’energia incontenibile di un concerto. Non importava che fosse tecnicamente imperfetta: era autentica.

Simonon, anni dopo confessò di essersi pentito, non del gesto che fu istintivo ma di aver rovinato il suo basso preferito:

Se fossi stato più intelligente, avrei distrutto il basso di riserva, invece di quello principale che suonava meglio.”

Pennie Smith, è una fotografa nota per i suoi scatti nel mondo rock dalla caratteristica di un bianco e nero con contrasti molto forti. Ancora oggi, riceve complimenti per quella foto, ma non ha nascosto una certa stanchezza: la considera comunque uno scatto “sbagliato”, riproposto forse fin troppe volte fino a identificarlo come “carta da parati”.

IL TOCCO FINALE

A rendere la copertina immortale fu anche il lavoro del grafico Ray Lowry, amico di Strummer e compagno di viaggio nella tournée americana.

Fu lui a sovrapporre il titolo London Calling riprendendo lo stesso font e gli stessi colori della copertina del primo album di Elvis Presley del 1956 per omaggiare il padre del rock’n’roll.

Il risultato? Un momento irripetibile, una foto nata per caso e un’intuizione grafica geniale.

Così nacque una delle copertine di uno dei vinili più celebri della storia della musica, capace di far pogare intere generazioni e di accendere ancora oggi la fiamma rock in cinquantenni e sessantenni dall’animo ribelle.

Nel 2002 la rivista musicale Q premia la copertina di London Calling con il “Greatest Rock ‘n’ Roll Photograph of All-Time

Nel 2010, precisamente il 7 gennaio, la Royal Mail stampa una serie di francobolli di 1a classe per celebrare i dieci album più iconici della musica inglese e tra questi non poteva mancare Simonon che spacca il basso davanti a oltre 1500 spettatori.

Nel corso della sua carriera, Pennie Smith ha collaborato con vari artisti del mondo rock, dai Led Zeppelin agli inossidabili Rolling Stones, dagli Oasis ai mitici U2, ma è certo che la foto scattata il 21 settembre del 1979 è quella che gli ha spianato la strada nel mondo fotografico.

Attualmente lavora ancora come fotografa e nel 2024 è stata riconosciuta come membro dell’Ordine dell’Impero britannico per il servizio reso alla fotografia.

Rubrica a cura di Daniele Trombetti