Intelligenza artificiale e democrazia: la riflessione di Velletri 2030

è da qualche anno che molte persone parlano del rapporto tra Intelligenza Artificiale Generativa (per intendersi ChatGPT, Gemini, Copilot, …..) e democrazia. E’ la solita discussioone tra nuove tecnologie, messe a disposizione di qualsiesi interessato, e architetture sociali? No! Questa volta, con l’Intelligenza Artificiale Generativa c’è qualcosa in più.
Il Think Tank Eurasia Group nel Rapporto di inizio anno Top Risks 2026 (scaricabile gratuitamente da “Top Risks 2026” ma in lingua inglese) affronta questo tema, in particolare nel capitolo «AI eats its users», l’intelligenza artificiale divora i suoi utilizzatori. Le nuove tecnologie non sono solo un’altra piattaforma da affiancare alle altre dei social network (Facebook, X, Instagram, …..) già entrate nelle nostre abitudini: esse catturano la nostra attenzione e plasmano i nostri comportamenti.
L’Intelligenza Artificiale Generativa riduce la necessità di concentrazione prolungata e contribuisce a una diminuzione dell’impegno verso lettura approfondita, contenuti complessi e pensiero critico. Il risultato è un indebolimento diffuso delle capacità di alfabetizzazione, calcolo e pensiero critico nella società.
La democrazia deliberativa richiede cittadini informati e coinvolti, capaci di pensiero indipendente. L’Intelligenza Artificiale Generativa rischia di produrre l’opposto: una popolazione ottimizzata per il coinvolgimento, l’estrazione e la manipolazione: “Deliberative democracy requires informed, engaged citizens capable of independent thought. AI risks producing the opposite: a population optimized for engagement, extraction, and manipulation (Rapporto pag. 32)“.
La democrazia deliberativa è un modello democratico che enfatizza la discussione pubblica e il confronto argomentato tra cittadini per prendere decisioni più legittime e condivise, andando oltre la semplice somma delle preferenze individuali grazie all’apprendimento reciproco e alla modifica delle opinioni in assemblee, differenziandosi dalla democrazia rappresentativa e partecipativa tradizionale. Non vogliamo sostituire il confronto con l’Intelligenza Artificiale (IA).
L’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei processi politici rappresenta una delle sfide più significative per la stabilità delle democrazie moderne. Sebbene l’Intelligenza Artificiale offra strumenti per migliorare l’efficienza amministrativa, il suo utilizzo improprio può minare i pilastri del consenso informato e della partecipazione libera.
In generale, i principali rischi introdotti dall’uso della Intelligenza Artificiale si possono riassumere in:
Non sapere più cosa è vero: Il rischio più grande è che non possiamo più credere ai nostri occhi o alle nostre orecchie.
- Video e audio falsi: Oggi l’IA può creare un video in cui un politico dice cose terribili che non ha mai detto. Anche se poi viene smentito, il dubbio resta e la rabbia della gente aumenta.
- Bugie ovunque: È diventato facilissimo e quasi gratis inondare il web di false notizie. Se siamo circondati da bugie, diventa impossibile farsi un’idea corretta per votare.
Essere manipolati “su misura”: L’IA ci conosce molto bene perché analizza tutto quello che facciamo online.
- Messaggi personalizzati: Invece di fare un discorso uguale per tutti in TV, i politici possono usare l’IA per mandare un messaggio diverso a ogni singola persona, toccando proprio le sue paure o i suoi desideri segreti.
- La “bolla”: L’IA tende a mostrarci solo quello che ci piace, isolandoci in una bolla dove non sentiamo mai opinioni diverse. Questo ci rende più testardi e meno disposti a parlare con chi la pensa diversamente.
Decisioni prese da “macchine” invisibili: Sempre più spesso i governi usano software per decidere cose importanti.
- Pregudizi: Se il computer impara da dati sbagliati del passato, potrebbe discriminare alcune persone senza che nessuno se ne accorga.
- Nessuno a cui chiedere spiegazioni: Se un errore viene fatto da un essere umano, possiamo protestare con lui. Se la decisione la prende un algoritmo complicato, è difficile capire di chi è la colpa e come rimediare.
Finta opinione pubblica: A volte sembra che “tutti” su Internet siano d’accordo su una certa idea, ma potrebbe essere un trucco.
- Eserciti di profili falsi: L’IA può gestire migliaia di profili social che sembrano persone vere. Questi profili possono attaccare un avversario o lodare un leader, dando l’impressione che ci sia un enorme consenso popolare che in realtà non esiste.
In sintesi, il Rapporto sottolinea che non è tanto la tecnologia in sé, ma il modo in cui viene integrata nella sfera pubblica che costituisce una minaccia per la democrazia: se le piattaforme di IA diventano veicoli di manipolazione comportamentale e informativa con scarso controllo democratico, possono indebolire la qualità del discorso politico, la fiducia nei processi elettorali e la coesione sociale.
Come possiamo difenderci? Oggi la regola d’oro è: se una notizia o un video ti provoca una reazione emotiva molto forte (rabbia o paura improvvisa), fermati e usa il tuo cervello. Probabilmente è stata costruita apposta per farti reagire così.
Buona lettura a tutti.
Sandro Bologna
Presidente Velletri2030
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