Il primo disco dell’Orchestra del Paese Immobile è realtà: emozione, istinto e ricerca. Intervista a Matteo Scannicchio

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Il gran giorno è finalmente arrivato: l’Orchestra del Paese Immobile – patrimonio musicale e culturale della città di Velletri e non solo – festeggia l’uscita del primo disco ufficiale, disponibile dal 23 gennaio, prodotto dall’etichetta “La Grande Onda” (la stessa del noto artista Er Piotta) e distribuito da Believe. Un traguardo importante per la formazione veliterna, che apre dopo tanto lavoro e un intenso radicamento sul territorio a una nuova fase di ampio respiro anche a livello nazionale e con prospettive interessanti per un progetto unico nel suo genere che farà strada. Ne abbiamo parlato con Matteo Scannicchio, musicista e fondatore di OPI, per vivere insieme a lui e all’Orchestra l’emozione di questo traguardo.

È arrivata la fatidica data del 23 gennaio con l’uscita del disco. Riguardando al percorso fin qui fatto e agli inizi, che effetto fa?

Un bellissimo effetto. Quando abbiamo iniziato, qualche anno fa, sembrava impossibile riuscire a trovare una dimensione discografica per un progetto in dialetto velletrano. Ora possiamo dire che la realtà ha superato la fantasia e che un collettivo di musiciste e musicisti così numeroso può “uscire fuori” dai soliti schemi grazie alla passione e alla dedizione di ogni singolo componente. Ovviamente ci vuole anche la bravura di ognuno!

Che clima si è creato all’ interno del gruppo e soprattutto si percepisce un senso di responsabilità maggiore rispetto al passato?

L’orchestra è un microcosmo. Tante persone e personalità differenti che convivono con grande rispetto reciproco e gioia di condividere. La cosa che ci rende più orgogliosi è che tutto sia avvenuto in maniera totalmente naturale. Ogni volta che ci vediamo è una festa.

Che cosa c’è all’orizzonte dopo l’uscita del disco? Eventi, instore, incontri col pubblico?

Si certo, il percorso classico, ma sempre con l’idea di aprire strade diverse dall’ordinario. Come in passato, cerchiamo location particolari dove fare spettacoli, per valorizzare il nostro territorio e tutte le piccole/grandi realtà che incontreremo. Per fortuna in Italia in ogni angolo c’è una meraviglia.

Avete pubblicato con un’etichetta importante. Avete pensato a collaborazioni con artisti e gruppi che possono essere affini al vostro progetto?

Si, ovviamente questo primissimo traguardo è solo l’inizio, oltre a coinvolgere artisti a noi cari, il sogno sarebbe quello di contagiare tante orchestre dei paesi immobili d’Italia. Una rete che non sia in contrasto con le grandi città, ma un’alternativa. La musica non può creare separazioni!

Avete già ricevuto invece qualche feedback dalla città?

Fin dal primo giorno e di questo ne siamo davvero grati, quasi commossi. Come dice Augusto (Pallocca), il valore sociale di OPI è molto più grande del semplice valore musicale. La cosa più bella è che riceviamo tanto affetto dai giovanissimi, dai bambini. Così, le splendide storie di Roberto Zaccagnini, che ci ha regalato tante perle su Velletri, continuano nel tempo, prendono nuova vita, si trasformano come si sta trasformando la nostra città. Quando passeggi senti l’odore del forno che si mischia con le cucine di tutto il mondo, è meraviglioso vedere bimbi di tutto il mondo che giocano insieme. Sarebbe bellissimo se le canzoni di Opi creassero una nuova memoria collettiva generazionale.

Le canzoni stanno apparendo sulle piattaforme e sui social. C’è il “timore” che il dialetto le renda meno fruibili o è proprio quella la forza del testo?

Come dicevo prima, la nostra è un’alternativa. All’inizio più che timore c’era curiosità. I feedback che oggi stiamo ricevendo ci dimostrano proprio il contrario. Il dialetto è un valore aggiunto, la bellezza dalle poesie un veicolo fondamentale, la musica fa il resto. In fondo sono storie che raccontano la vita quotidiana per questo sono universali.

Che tipo di ricerca, sia musicale che filologica, ricordiamolo, c’è dietro la nascita delle vostre canzoni nella splendida sinergia con Roberto?

Istinto, istinto puro. Molto spesso, nella composizione, le parole dettano la musica e viceversa. In alcuni casi hai armonia e melodia e ti serve un testo, in altri casi il testo ti suggerisce soluzioni. I musicisti di Opi hanno raffinatissima sensibilità musicale, il resto viene da sè.

Ringraziamenti?

Ringraziamo tutte le persone che ogni giorno ci dimostrano stima e affetto. Sentiamo davvero la partecipazione di tutti, è la nostra forza