Giornata Mondiale delle MICI (Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali): intervista al dott. Virgilio D’Offizi (Clinica Madonna delle Grazie Velletri)

Il 19 maggio è la Giornata Mondiale delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, ovvero la Rettocolite Ulcerosa e il Morbo di Crohn. Due patologie estremamente complesse, che possono fortemente limitare la vita dei pazienti – se non adeguatamente trattate – e che richiedono un approccio multidisciplinare che tenga conto di molteplici aspetti. La Casa di Cura “Madonna delle Grazie” di Velletri è un centro all’avanguardia nella diagnosi e nella cura di entrambe le patologie, con un team di esperti che dalla gestione clinica a quella endoscopica può offrire l’assistenza a trecentosessanta gradi che occorre ai pazienti. Ne abbiamo parlato con il dottor Virgilio D’Offizi, gastroenterologo presso la Clinica, per approfondire vari aspetti delle due patologie e conoscerli meglio.
Quali sono le malattie infiammatorie intestinali e come si caratterizzano? Quanto è importante essere seguiti in una struttura specializzata nella gestione delle MICI?
Le malattie infiammatorie intestinali sono patologie che interessano l’apparato digerente e sono caratterizzate da un’infiammazione cronica dell’intestino, Si manifestano, in genere, con disturbi gastrointestinali come diarrea cronica o recidivante, dolori addominali, stimolo doloroso, vomito, nausea, ma possono anche causare perdita di peso, debolezza o anemia. Poiché queste malattie possono andare incontro ad alcune complicanze è estremamente importante che il paziente venga seguito da uno specialista esperto nel campo. Un accurato monitoraggio nel tempo consente un’adeguata sorveglianza, la possibilità di “cucire” la terapia su misura per il paziente e l’identificazione precoceme di riacutizzazioni e possibili complicanze.
Andiamo nello specifico delle due patologie: come si differenziano RCU (Rettocolite Ulcerosa) e MDB (Morbo o Malattia di Crohn)?
La rettocolite ulcerosa interessa in maniera specifica il colon. La Malattia di Crohn, invece, può interessare l’apparato digerente in maniera più estesa, dalla bocca all’ano, anche se prevalentemente si concentra nel piccolo intestino (ileo) e nel colon.
Quali sono le cause dell’insorgenza delle MICI?
Sono patologie su base autoimmune. Significa che alcune persone, geneticamente predisposte, sviluppano la malattia, verosimilmente a causa di fattori ambientali, alimentazione, fumo, esposizione ai germi. Ad oggi il meccanismo esatto che porta all’esordio non è noto.
Ci sono delle fasce di età in cui l’insorgenza è più diffusa?
L’esordio avviene tipicamente in due fasce di età: la prima tra i 18 e i 35 anni, la seconda – meno numerosa – intorno ai 60 anni. La Rettocolite Ulcerosa si presenta tipicamente con urgenza evacuativa, senso di evacuazione incompleta e dolorosa, diarrea mista a sangue (o emissione di solo sangue e muco senza feci), dolore addominale, perdita di peso, talvolta febbre. La Malattia di Crohn, invece, è caratterizzata da una clinica più variabile a seconda del tratto interessato. I sintomi classici sono diarrea senza sangue e dolore addominale. Sebbene nella maggior parte dei casi gli organi coinvolti siano piccolo intestino e grosso intestino esistono sintomi più rari come la disfagia o le sub occlusioni, soprattutto nel caso in cui la malattia interessi esofago, stomaco e duodeno.
Quali sono le complicanze che possono derivare da queste patologie, se non adeguatamente trattate?
Per la Rettocolite, la complicanza più temibile è il mega colon tossico, una condizione acuta in cui il colon si distende moltissimo rischiando di perforarsi. Ciò determina febbre, dolore addominale, stato settico ed è una condizione che richiede immediata ospedalizzazione per una gestione appropriata. Nella maggior parte dei casi serve un intervento chirurgico di colectomia totale. Altra temibile conseguenza, se la malattia non è trattata bene e sottoposta a controlli endoscopici periodici, è lo sviluppo del cancro del colon retto. La Malattia di Crohn, invece, si può complicare con fistole, ascessi, stenosi (restringimento del lume dell’organo).
Come si diagnosticano queste patologie e come si controllano nel tempo?
La diagnosi prevede un’accurata anamnesi, esami di laboratori ma soprattutto esami strumentali, di cui il principale è la ileocolonscopia eseguita in sedoanalgesia e con adeguato campionamento bioptico. Possono coadiuvare la diagnosi esami come l’enteroRM, una risonanza mirata che studia le anse del piccolo intestino, la video-capsula ingeribile e un’ecografia delle anse intestinali che in mani esperte è uno strumento non invasivo ma molto accurato nello studio delle anse e di eventuali complicanze.
Quali sono le terapie a disposizione e quali sono le frontiere della ricerca?
Negli ultimi anni, in fatto di terapie, è stato fatto un enorme passo avanti. Alle classiche terapie (mesalazina, cortisone, azatioprina, farmaci biologici antiTNF Alfa) si sono aggiunti gli anticorpi monoclonali anti-integrina (vedolizumab), gli anticorpi monoclonali anti-IL12/23 (ustekinumab), anti-IL 23 selettivi (risakizumab) e micro-molecole. Questi farmaci, per ragioni di costi, sono disponibili solo in centri specializzati ed è importante che i pazienti con MICI siano seguiti in centri di riferimento che mettano a disposizione tutte le opzioni terapeutiche possibili. È fondamentale anche la collaborazione con l’area chirurgica, nel caso il quadro clinico richieda in urgenza o in elezione un intervento.










