Velletri Sotterranea: viaggio sotto la città. Intervista al geografo Valentino D’Aniello

Cosa c’è sotto la città? Si potrebbe sintetizzare così la domanda che sta alla base del percorso intrapreso da Valentino D’Aniello, geografo con specializzazione in gestione e valorizzazione del territorio. Guardare sotto Velletri significa scoprire una realtà complessa, enorme e affascinante. Del resto non è di certo una novità che molte città italiane abbiano deciso di valorizzare quello che sta sotto il livello del suolo (basti guardare ad esempi vicini come Napoli e Viterbo, per non citare Roma). Velletri offre una rete infinita di grotte, cunicoli, cavità. Tutte con una storia diversa e da raccontare. Il progetto di Valentino D’Aniello è proprio questo: narrare la Velletri sotterranea, farla scoprire a grandi e piccini, creando un percorso fruibile, accessibile e intrigante che possa fornire nuova linfa anche al turismo regionale e nazionale. Ne abbiamo parlato con lui.
Quando ha iniziato a coltivare l’idea di esplorare le cavità sotterranee di Velletri e dare luce ai tesori sommersi sotto la frenesia della città?
Ho iniziato ad appassionarmi alla Velletri Sotterranea durante la stesura della mia tesi di Laurea Specialistica, intitolata “L’evoluzione ambientale del centro storico di Velletri: popolazione, territorio e sprofondamenti del suolo”. Proprio durante le ricerche per la tesi ho iniziato a raccogliere notizie sulle grotte a Velletri e ho iniziato a fare la mie ricerche sul campo andando a vedere la prime. Da quel momento, tra alti e bassi, le ricerche sono andate avanti. Ci sono stati periodi e anni in cui mi sono fermato ma l’idea di continuare era sempre li. Nell’ultimo biennio vi è stata un’accelerazione e la decisione di aprire le pagina Facebook ed instagram, che hanno dato ulteriore impulso.
Aveva già una cognizione del fatto che potesse esserci una realtà così grande al di sotto di Velletri?
Quando ho iniziato la mia ricerca assolutamente no, non avevo cognizione delle numerosissime grotte che ci sono, sia nel centro storico che nel territorio di campagna.

Le grotte e le cavità sono spesso anche collegate tra loro? Sono tutte private o ve ne sono anche di pubbliche?
Secoli fa erano collegate tra loro, da studi si evince come alcune di esse fossero veri e propri passaggi sotterranei. Da testimonianze dirette si è potuto poi effettivamente valutare come almeno fino ai primi del novecento fossero ancora esistenti alcuni di questi passaggi. Purtroppo la maggior parte oggi sono murati o sono crollati, anche a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale e quindi sono andati persi per sempre. La maggior parte delle grotte del centro storico si trovano sotto edifici privati.
A livello turistico diverse città hanno creato percorsi sotterranei per i visitatori: qui a Velletri è pensabile oppure c’è troppa frammentazione?
Qui si apre un mondo. Fino ad Ottobre scorso non era mai successo che si facessero delle visite alla Velletri Sotterranea. Poi, con l’Associazione Voci delle Tradizioni della quale sono Socio Fondatore – abbiamo partecipato e vinto un bando Regionale e abbiamo potuto organizzare alcune visite guidate che hanno riscosso un grandissimo successo, tant’è vero che tantissime persone sono rimaste fuori per mancanza di posti. Le visite sono durate due mesi. Ogni visita durava circa un’ora e mezza, con una passeggiata lungo il corso della repubblica e l’accesso a tre grotte, oltre ad altre fermate sempre nel centro storico per raccontare aneddoti e curiosità. E’ stata l’occasione, oltre alle grotte, di fare un racconto della storia, della geografia, della geologia di Velletri. Durante una visita hanno partecipato alcune maestre della scuola “Giardino di Archimede”, e sono rimaste cosi affasciante che hanno deciso di organizzare una visita guidata per gli alunni e devo dire che non mi aspettavo un cosi grande interesse da parte dei più giovani. Durante la visita mi hanno fatto mille domande, è stato molto bello, mi ha ripagato di tutti gli sforzi fatti in questi anni. Anche se c’è frammentazione il modello di visita che ho studiato si è rivelato vincente, e stiamo pensando di riprendere con le visite a primavera. Ma oltre al centro storico c’è tutta la parte delle campagne, oltre alle grotte ci sono tanti e lunghissimi cunicoli di drenaggio scavati in epoca romana. Sul monte Artemisio ci sono un grande numero di grotte-tombe. Carlo Lungarini – del Gruppo sentieristica Vulcano Laziale – sta facendo uno splendido lavoro di riscoperta di queste magnifiche testimonianze di epoca pre-romana che nei secoli hanno avuto svariati utilizzi. Ci stiamo organizzando per mapparle e riportarle in cartografia. Intanto nel centro storico va avanti il lavoro di censimento, ho strutturato un GIS (Sistema Informativo Geografico) dove sto inserendo tutti gli ingressi di grotte individuati ed i percorsi . La carta della Velletri Sotterranea è in continua evoluzione.

Di solito questi passaggi sotterranei a cosa servivano? Hai mai fatto ritrovamenti al loro interno (reperti, testimonianze della guerra o altro?)
Alcuni erano passaggi sotterranei per raggiungere vari edifici della città, altri passaggi lungo la cinta muraria. Nei secoli hanno avuto vari riutilizzi. Mi è capitato di trovare testimonianze della vita durante i bombardamenti, proprio perchè tra gli utilizzi c’era quello di rifugi antiaereo.
L’Amministrazione Comunale ha mai pensato di valorizzare le grotte mettendole in rete e usandole come volano turistico? Lei hai proposto qualche progetto in merito?
L’Assessore Paolo Felci ha sposato in pieno il progetto “Velletri Sotterranea” perché lo ritiene una potenziale risorsa turistica per Velletri, visto il crescente interesse per questo tipo di attività turistiche. Velletri, oltre all’offerta museale, non ha avuto molto da offrire ai turisti e questo progetto è visto dall’Amministrazione come una grande opportunità di sviluppo. Il modello che raccontavo prima si è rivelato vincente e di sicuro implementabile, quindi la strada intrapresa è quella giusta.

Quali sono i prossimi step della sua ricerca, dato che è diventato un punto di riferimento sul territorio per questo settore?
La ricerca è in continua evoluzione, oltre al lavoro sul campo ho già tante nuove grotte da censire e cartografare. C’è un grande lavoro da fare al fondo antico, sono tanti i documenti che sto analizzando.
Ha in programma una pubblicazione sul tema?
Sì, il materiale raccolto negli anni è molto e l’idea di una pubblicazione c’è sempre. Negli ultimi tempi ho iniziato una collaborazione con un altro studioso della Velletri Sotterranea, Riccardo Salvatelli. Lui sono anni che fa questo tipo di ricerche e sta scrivendo molto su questo argomento. Riccardo è a buon punto per una pubblicazione sull’argomento: ha raccolto fotografie, documenti che abbiamo consultato anche insieme, e alcuni racconti-interviste delle persone che lo hanno fatto accedere alle loro grotte. Io mi sono offerto per un supporto anche a livello di cartografia.
Quale è la grotta che la ha affascinata di più e perché?
Ogni grotta ha la sua particolarità e anche se potrebbero sembrare tutte uguali a primo impatto, in realtà ognuna è diversa dalle altre per struttura, dimensioni, lunghezza, profondità. Ogni grotta è una nuova scoperta. E poi ci sono i cunicoli disseminati in tutta la zona sud di Velletri, addirittura ne ho percorso uno lungo ben 520 metri. Insomma, ogni visita ad una grotta è uno splendido viaggio che voglio condividere con quante più persone possibile.











