Perché la nostra Costituzione è considerata la più bella del mondo?

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Per amare la Costituzione e difenderla bisogna sapere come è nata e poi leggerla e capire cosa si prefigge.

Nasce come reazione alla dittatura fascista dal desiderio di tutte le forze politiche antifasciste di instaurare una democrazia pluralista, basata sulla sovranità popolare e sulla centralità della persona umana.

Dopo un ventennio di regime totalitario, è forte l’aspirazione di definire i principi democratici, tutelare i diritti inviolabili, organizzare i poteri dello Stato e precisare i doveri dei cittadini garantendo la convivenza civile. 

Si vuole porre al centro finalmente la dignità umana, la libertà personale e l’uguaglianza sostanziale, rimaste schiacciate dall’opprimente mito della grandezza nazionale e dalla totalitaria ideologia di Stato.

L’abolizione della libertà di stampa, di associazione, lo scioglimento di tutti i partiti tranne quello fascista con le cosiddette “leggi fascistissime” (1925-1926); la conseguente disumanizzazione degli oppositori, delle minoranze e, infine, le leggi che consentirono una evidente persecuzione razziale, avevano provocato forti risentimenti esacerbando gli animi degli oppositori al regime.

Finita la guerra e caduto il fascismo, mentre l’Italia versava in una condizione disastrosa con problemi economici (inflazione, disoccupazione e svalutazione della lira) che rendevano difficile la vita quotidiana e creavano una situazione sociale segnata da tensioni, andava diffondendosi il desiderio e la speranza, di una rinascita democratica.

Nonostante le profonde divisioni del primo dopoguerra, gli uomini politici di allora, pur provenendo da schieramenti opposti (comunisti, socialisti, cattolici, liberali), seppero anteporre il bene comune ai propri interessi di parte, impegnandosi con tenacia, risolutezza e ferma determinazione, per creare una legge fondamentale della Repubblica, per collocarla al vertice della gerarchia delle fonti del diritto.

Serviva definire i principi democratici, tutelare i diritti inviolabili e i doveri dei cittadini, organizzare i poteri dello Stato e garantire la convivenza civile. 

Tra le figure di spicco per senso dello Stato e delle Istituzioni si ricordano Alcide De Gasperi, Palmiro Togliatti, Pietro Nenni, Giuseppe Dossetti, Aldo Moro, Piero Calamandrei, Sandro Pertini, Nilde Iotti e Umberto Terracini.

Erano persone di alto spessore morale, intellettuale e politico, alle quali è stata riconosciuta a lavori ultimati una straordinaria capacità di sintesi tra culture diverse.

Il 2 giugno del 1946 insieme al referendum che ha sancito il passaggio da monarchia a repubblica, fu eletta l’Assemblea Costituente composta da 556 membri, scelti col sistema proporzionale.

I componenti dell’Assemblea Costituente, rappresentavano il meglio della classe dirigente antifascista, per levatura intellettuale, politica e culturale, provenendo dal mondo accademico, giuridico e letterario. Tra di essi furono elette 21 donne, che contribuirono in modo decisivo nel garantire la parità di genere ed il riconoscimento dei diritti sociali e civili.

Nel luglio del 1946 venne creata la cosiddetta Commissione dei 75, incaricata di elaborare il progetto iniziale e di redigere la Costituzione.

Includeva illustri giuristi, politici, intellettuali e sindacalisti dell’epoca, tra cui Meuccio Ruini (Presidente), Palmiro Togliatti, Alcide De Gasperi, e 5 donne. 

Per assicurare la diversità politica si volle che i membri di questa Commissione fossero rappresentativi di tutti i partiti politici con prevalenza dei membri DC (26), PCI (13), PSI (7), PSLI (6), repubblicani, liberali e altri.

Presieduta da Meuccio Ruini, tra i membri di maggiore risalto figuravano Dossetti, Fanfani, Moro (DC), Togliatti, Grieco (PCI), Calamandrei (Autonomista).

Un ruolo attivo ebbero 5 donne (definite madri costituenti): Nilde Iotti, Teresa Noce, Angela Gotelli, Maria Federici e Lina Merlin, che sono state fondamentali nel definire i diritti civili, sociali e la parità di genere.

Sostanzialmente questa Commissione riuniva il fior fiore della cultura giuridica e politica post-fascista, perché il desiderio comune era che la Costituzione fosse focalizzata sui principi di libertà e uguaglianza; ma soprattutto che sancisse la pari dignità sociale di tutti i cittadini senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali.

I primi 12 articoli, definiti inviolabili, sanciscono i valori supremi tra cui la sovranità popolare, il lavoro, l’uguaglianza, la libertà e il ripudio della guerra. 

Gli articoli che seguono si occupano dei diritti e doveri dei cittadini (artt. 13-54), cui fanno seguito quelli che prevedono l’ordinamento della Repubblica (artt. 55-139).

Ruolo non secondario è stato assegnato allo Stato tenuto a garantire il pieno sviluppo della persona, rimuovendo gli ostacoli economici e sociali limitativi della libertà e l’uguaglianza sostanziale.

Oggi può sembrare assurdo, ma i padri costituenti volevano che lo Stato (come apparato governativo che esercita funzioni legislative) non fosse un semplice spettatore neutrale, ma un protagonista attivo, impegnato a creare le condizioni economiche e sociali che permettessero a ogni cittadino di sviluppare pienamente la propria personalità e partecipare degnamente alla vita del Paese.

Un ruolo fondamentale la Costituzione conferisce ai cittadini elettori ponendoli al centro del sistema democratico come titolari della sovranità popolare, intesa come il principio cardine secondo cui il popolo è la fonte di ogni legittimità politica, ma il suo potere non è assoluto o arbitrario, come si vorrebbe far credere, bensì esercitato nelle forme e nei limiti della Costituzione stessa.

Ci fu accordo unanime sul fatto che la Costituzione dovesse essere, scritta, in un linguaggio accessibile immediato e solenne, quasi poetico, che la rendesse comprensibile a tutti i cittadini, non solo agli studiosi del diritto e ai giuristi.

Nessun dubbio anche sul fatto che dovesse essere “rigida” non modificabile con semplice maggioranza ma solo con maggioranza qualificata dei 2/3 e procedimento aggravato (due votazioni).

è stata elaborata in circa un anno e mezzo (18 mesi) il testo fu discusso e votato dall’Assemblea Costituente con approvazione definitiva il 22 dicembre 1947. È stata promulgata il 27 dicembre 1947 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 1948.

La nostra Costituzione è spesso definita la più bella del mondo principalmente perché rappresenta un equilibrato compromesso tra culture politiche diverse ed è il frutto di un non facile compromesso politico.

Alcuni sostengono che la sua attrattiva sta nel fatto che non è solo un insieme di regole, ma un solido progetto di società futura, essendo proiettata verso ideali che non hanno avuto una piena attuazione e ancora la richiedono.

Secondo altri la sua particolarità sta nel suo linguaggio chiaro e concreto, nel suo alto valore etico e democratico per quanto riguarda la tutela dei diritti umani fondamentali.