Velletri, incontro culturale a Villa Bernabei con il dottor Roberto Azzolini

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Giovedì 30 aprile, a Villa Bernabei, si è tenuta la conferenza di Roberto Azzolini, nell’ambito degli incontri culturali dei “Giovedì di Velletri 2030”, promossi dalla Associazione Culturale Velletri 2030. L’incontro di ieri era dedicato alle vicende dell’oro della banca d’Italia sottratto dai Nazisti nel corso dell’ultimo conflitto mondiale, quando era Governatore della Banca d’Italia Vincenzo Azzolini.

La conferenza ha presentato una ricostruzione chiara e ben documentata della sottrazione dell’oro della Banca d’Italia da parte delle autorità naziste tra il 1943 e il 1944. L’intervento, tratto dal volume Memorandum, si è basato sul memoriale scritto da Vincenzo Azzolini in occasione del suo arresto nell’ottobre 1944; un documento dettagliato e ricco di riferimenti a nomi, date e fonti ufficiali, generalmente considerato attendibile anche in sede giudiziaria.

Il relatore ha inquadrato la vicenda nel drammatico contesto politico e militare seguito alla caduta del fascismo, all’armistizio dell’8 settembre e alla successiva occupazione tedesca del Centro-Nord, che pose la Banca d’Italia sotto fortissime pressioni. In questo scenario, le autorità tedesche e quelle della Repubblica Sociale Italiana avanzarono richieste insistenti per ottenere il controllo delle riserve auree, dei biglietti di banca e delle strutture produttive.

Ampio spazio è stato dedicato alla figura di Vincenzo Azzolini, governatore della Banca, il quale adottò una strategia di resistenza “tecnica”, volta a guadagnare tempo e a limitare i danni. Attraverso rinvii, argomentazioni tecniche e soluzioni alternative, egli riuscì inizialmente a evitare la consegna immediata dell’oro e a ottenere che esso venisse trasferito prima a Milano e poi a Fortezza, mantenendone formalmente la proprietà della Banca d’Italia. Contestualmente, furono messi in atto tentativi di occultamento e dispersione delle riserve, nonché iniziative per preservare la capacità di emissione monetaria e contenere le richieste tedesche.

La conferenza ha inoltre ricostruito le successive fasi della vicenda, inclusi i trasferimenti verso la Germania e verso la Svizzera, che coinvolsero complessivamente le circa 109 tonnellate di oro che costituivano la riserva aurea italiana. È stato evidenziato anche il recupero parziale dell’oro a Fortezza nel 1945 e la restituzione successiva di una quota attraverso il cosiddetto “Pool dell’oro”, che consentirono, nel dopoguerra, di recuperare circa il 70% dell’oro sottratto.

In conclusione, Roberto Azzolini ha proposto una lettura equilibrata della vicenda, mettendo in luce la complessità delle scelte operate dal Governatore in condizioni di estrema costrizione. La conferenza, arricchita da splendide ricostruzioni dei personaggi e degli ambienti dell’epoca attraverso l’Intelligenza Artificiale, ha così contribuito a chiarire un episodio della storia economica e politica italiana, restituendo la dimensione reale di una difficile azione di difesa istituzionale in tempo di guerra.