Velletri dice addio al professor Ennio Scozzi: il ricordo della professoressa Sara Gilotta

Ospitiamo con grande piacere il ricordo che la professoressa Sara Gilotta ha rivolto al professor Ennio Scozzi, scomparso qualche giorno fa.
Caro Ennio,
aver appreso della Tua scomparsa ha suscitato in me un dolore sincero. Noi due siamo stati colleghi per lunghi anni, ma ricorderò sempre le nostre chiacchierate al telefono in cui, dop la pensione non ricordavamo il passato, ma soprattutto ci era gradito conoscere le vicende, gli avvenimenti del tuo (e mio) liceo, per sperare insieme che esso conservasse il ruolo importante che, sempre, ha meritato in città e confermato anno dopo anno dai successi dei ragazzi che lo hanno frequentato.
Tu sei stato, oltre che “il” professore per antonomasia, un vero e proprio maestro per i giovani, che hai formato, perché divenissero capaci di guardare alla realtà con quella lucida consapevolezza che solo i grandi e veri insegnanti e, prima ancora, i grandi pensatori sanno offrire con la naturalezza e il fascino di chi ama ciò di cui parla.
E, infatti, gli ex alunni pur a distanza di anni, Ti ricordano con simpatia e ammirazione derivante anche dal Tuo essere il burbero benefico, spesso ironico, ma mai troppo severo, perché tu amavi i giovani e ne apprezzavi il lavoro e gli sforzi.
Per questo sono certa che tutti portano la tua voce e le tue lezioni custodite nel cuore e nella memoria come “possesso perenne”. Ed io che sono stata tua collega per tanti anni, porto indelebile il ricordo dei lavori insieme progettati e realizzati, grazie ai quali intendevamo arricchire il nostro lavoro, ma soprattutto le giovani menti dei nostri alunni.
E ancora devo ricordare quanto sei stato apprezzato all’Unitre, dove le tue lezioni sono state seguite e amate anche da chi non è più giovane.
Per tutto questo, caro Ennio, ti auguro un buon viaggio, convinta che “ …sol chi non lascia eredità d’affetti poca gioia ha dell’urna…”
Sara










