La scuola entra al Museo, il Museo entra a scuola

Una convenzione triennale tra l’IIS «Via Salvo D’Acquisto, 69 – Mancinelli e Falconi» e il Museo Civico di Velletri: per tre anni i nostri ragazzi studieranno, lavoreranno e accompagneranno i visitatori accanto al Sarcofago delle fatiche di Ercole
Ci sono firme che chiudono una pratica e firme che aprono una porta. Quella apposta il 13 luglio in calce alla Convenzione triennale tra il nostro Istituto e il Museo Civico di Velletri appartiene alla seconda categoria, e la racconto con la gioia di chi ha visto un’idea coltivata a lungo diventare finalmente un impegno reciproco, scritto e sottoscritto.
L’accordo, che ho avuto il piacere di firmare insieme alla Direttrice dei Musei Civici dott.ssa Raffaella Silvestri, prevede attività didattiche congiunte, percorsi di Formazione Scuola Lavoro e iniziative di ampliamento dell’offerta formativa. Dietro il linguaggio necessariamente sobrio degli articoli c’è però una cosa molto semplice e molto bella: per i prossimi tre anni il Museo sarà un’aula dell’Istituto e i nostri studenti saranno di casa tra le sue sale.
Nel Museo Civico Archeologico «Oreste Nardini», a pochi minuti dalle nostre aule, è custodita un’opera che gli studiosi di tutto il mondo conoscono per nome: il Sarcofago delle fatiche di Ercole, il Sarcofago di Velletri, marmo pario del II secolo d.C., riemerso dalla terra veliterna nel 1955. Chi lo ha visto da vicino sa che davanti a quel marmo si abbassa la voce. Immaginare i nostri ragazzi che lo studiano, lo raccontano ai visitatori, imparano a prendersene cura: è questo, per me, il senso più vero di questa Convenzione. La differenza tra studiare l’arte romana su un manuale e incontrarla.
Due sono le strade che percorreremo insieme. La prima è quella delle attività didattiche congiunte: visite guidate tematiche, laboratori, percorsi di storia dell’arte e archeologia, incontri con esperti, mostre didattiche curate direttamente dagli studenti, progetti che intrecciano più discipline. Ogni anno, entro ottobre, i referenti delle due istituzioni si siederanno allo stesso tavolo per costruire insieme il calendario: non un elenco di appuntamenti calato dall’alto, ma un programma pensato classe per classe.
La seconda strada è quella dei Percorsi di Formazione Scuola Lavoro. Il Museo aprirà le sue porte ai nostri studenti per l’accoglienza e l’assistenza al pubblico, il supporto alla catalogazione e alla comunicazione museale, l’organizzazione di eventi ed esposizioni, la guida e la mediazione culturale rivolta ai gruppi scolastici. Accanto a ciascuno di loro ci sarà un tutor del Museo, in dialogo costante con il tutor interno dell’Istituto. Non stage silenziosi in fondo a una stanza, dunque, ma ragazzi che accolgono, spiegano, raccontano: che imparano un mestiere facendolo, e nel farlo scoprono di esserne capaci.
Il mio grazie più sincero va alla dott.ssa Raffaella Silvestri e a tutto il personale dei Musei Civici: hanno accolto la nostra proposta con un entusiasmo che ha reso semplice ciò che sulla carta sembrava complicato, e con una competenza che i nostri studenti avranno la fortuna di incontrare da vicino. Grazie ai docenti che hanno seguito con pazienza ogni passaggio dell’istruttoria, e a chi in questi mesi ha creduto che valesse la pena insistere. Il nostro Istituto porta nel nome due tradizioni scolastiche cresciute dentro questa città. Riportare i suoi ragazzi nel luogo che ne custodisce la memoria più antica non è soltanto un’opportunità formativa: è un modo per dire loro che quel patrimonio è anche loro, e che a loro, un giorno, toccherà custodirlo.
La Dirigente Scolastica
Prof.ssa Serena Incani










