Asl Roma 6: al via a Velletri il 3° corso AVO per volontari ospedalieri

Si è concluso con uno straordinario successo di partecipazione il primo incontro del 3° Corso di formazione per volontari ospedalieri, organizzato dall’AVO Castelli Romani OdV presso l’Ospedale Paolo Colombo di Velletri. Una mattinata intensa, densa di contenuti e di grande spessore formativo, che ha preso vita grazie a una straordinaria e feconda convergenza di prospettive diverse ma complementari sul concetto di “territorio-ospedale”. La vera forza della giornata è stata proprio la capacità dei relatori di declinare la gestione della salute attraverso tre sguardi profondamente differenti, la cui sinergia ha saputo generare un clima immediatamente accogliente, costruttivo e fortemente apprezzato dai numerosi aspiranti volontari presenti in aula.
La vicesindaca di Velletri, Chiara Ercoli, ha portato la visione squisitamente comunitaria e sociale del territorio. A colpire profondamente la platea sono state le sue straordinarie qualità umane: una sensibilità autentica, una rara capacità di ascolto e un’empatia spontanea che hanno abbattuto ogni distanza tra istituzione e cittadinanza. Chiara Ercoli non ha parlato da amministratrice, ma da cittadina tra i cittadini, trasmettendo un calore umano sincero e introducendo con forza il concetto fondamentale di “rete”. Nel suo intervento ha sottolineato come l’ospedale sia il cuore pulsante di un tessuto protettivo in cui l’AVO Castelli Romani non opera da sola, ma cammina e si integra in una grande alleanza solidale accanto ad altre storiche e preziose realtà del territorio come l’ANDOS (Associazione Nazionale Donne Operate al Seno) e l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla).
Il volontariato, in questa visiome, diventa il vero connettore che unisce le istituzioni civiche alla vita delle corsie. La dottoressa Maria Luisa Erculei (Staff tecnici della Direzione sanitaria della ASL Roma 6 per i rapporti con gli ETS e coordinatrice del Servizio sociale dei Poli ospedalieri) ha offerto invece la prospettiva organizzativa e territoriale della macro-area. Nel suo delicato ruolo di coordinatrice del servizio sociale ospedaliero, la dottoressa Erculei svolge quotidianamente un lavoro fondamentale di cucitura e integrazione tra l’assistenza prettamente sanitaria e i bisogni sociali dei pazienti, costruendo percorsi di presa in carico globale. Dal suo punto di vista tecnico e di programmazione, il “territorio-ospedale” si traduce in continuità assistenziale e flussi socio-sanitari che garantiscono al malato di non essere mai abbandonato a se stesso, assicurando risposte concrete alle fragilità sociali soprattutto nel delicato momento delle dimissioni protette e del rientro a casa. Prima di entrare nel vivo delle relazioni tecniche, la presidente Sabrina Taddei ha voluto presentare ufficialmente la squadra e la complessa macchina organizzativa che sostiene l’associazione, introducendo nel suo discorso una sferzata di autentico pathos emotivo. Con parole vibranti e profonde, la presidente ha voluto smitizzare la figura del volontario: non un supereroe dotato di poteri straordinari, ma una persona comune che compie una scelta consapevole e profonda.
Il volontario AVO è colui che SCEGLIE di sottrarre e dedicare parte del proprio tempo prezioso agli altri, facendo prima di tutto spazio ai silenzi dentro di sé. Solo attraverso questo silenzio interiore, ha ricordato con intensità la presidente, diventa infatti possibile mettersi in un ascolto puro e autentico, capace di accogliere davvero la sofferenza e la fragilità dell’altro senza barriere. Per dare gambe a questa visione, la presidente ha illustrato l’assetto associativo ringraziando sul piano amministrativo la segretaria, l’Avv. Piera Fernanda Fiscarelli, e introducendo l’anima operativa dei tutor che accompagneranno i corsisti: Maurizio Delle Fratte, Isabella Teglia, Luisa Crespi, Roberta Galieti e Patrizia Torrisi. La gestione strategica dei progetti e delle risorse (Recovery fund) è stata invece strutturata grazie alla competenza di Giuseppe Mandalari e Maria Trombetta. Subito dopo questa presentazione, il dottor Antonio Romanelli (attuale Bed Manager della ASL Roma 6 ed ex storico Direttore del Pronto Soccorso dell’Ospedale Colombo di Velletri) ha incarnato la visione clinica, d’urgenza e di frontiera.
Con una straordinaria e magnetica lezione intitolata significativamente “Ritorno al futuro”, il dottor Romanelli ha proiettato la platea verso le sfide demografiche ed epidemiologiche dei prossimi anni. Attraverso l’analisi di dati numerici impressionanti, ha mostrato lo scenario di un domani caratterizzato da un forte invecchiamento della popolazione e dalla prevalenza della cronicità. Mettendo a nudo l’ospedale dall’interno, ha dimostrato dati alla mano come, in un futuro fatto prevalentemente di anziani, l’efficienza clinica non possa più prescindere da una cura profonda del tempo e della persona. Proprio in questo passaggio, il dottor Romanelli ha voluto richiamare le parole dell’illustre fondatore dell’AVO, il professor Erminio Longhini: l’uomo non ha bisogno soltanto di cure mediche e cliniche, ma ha un disperato bisogno di umanità e di non sentirsi solo durante la malattia, un momento delicatissimo della vita che purtroppo, molto spesso, diventa sinonimo di assoluta SOLITUDINE.
L’AVO Castelli Romani si è inserita perfettamente in questa triplice visione. Se la politica unisce la comunità e valorizza la rete, la direzione tecnica della ASL organizza i servizi socio-sanitari e la clinica del dottor Romanelli evidenzia l’emergenza demografica ricordando il valore fondante del pensiero di Longhini, la squadra e la filosofia del silenzio e dell’accoglienza espresse da Sabrina Taddei diventano l’anello di congiunzione: un gruppo strutturato che prepara i volontari a essere artigiani dell’anima per combattere la solitudine e umanizzare ogni singolo reparto.Grazie alla presenza e alla profonda sinergia di Chiara Ercoli, della dottoressa Erculei, del dottor Romanelli e di tutto lo staff associativo, la prima lezione del corso si è trasformata in un’esperienza formativa unica, gettando le basi per una nuova generazione di volontari pronti a fare la differenza tra le mura del nostro ospedale.










