Danni alla persona da incidente stradale quali risarcimenti si possono chiedere

Una recente sentenza della Cassazione, che nello specifico riguarda il risarcimento per lucro cessante, mi dà l’occasione di relazionare, per informare i lettori che mi seguono, sui vari tipi di danni risarcibili nel caso di incidente stradale con gravi conseguenze per le persone a bordo dei veicoli coinvolti.
Infine, senza riferire sul lungo iter giudiziario, mi limiterò ad esporre il principio di diritto fissato dalla Cassazione.
DANNI PATRIMONIALI
La prima distinzione che si deve fare è quella tra danni patrimoniali e danni non patrimoniali.
In un incidente stradale con lesioni più o meno gravi, i danni patrimoniali sono quelli di natura prettamente economica che includono perdite economiche concrete.
Fanno parte di tale categoria di danno tanto il cosiddetto danno emergente quanto il lucro cessante, così come individuati dall’articolo 1223 del Codice civile, il quale stabilisce che il risarcimento deve coprire sia le perdite subite sia il mancato guadagno.
Il danno emergente è la perdita patrimoniale diretta e concreta subita come il costo delle riparazioni del veicolo, le spese mediche, e tutte le altre spese documentate. Tra queste, anche le spese funerarie in caso di decesso della vittima del sinistro.
Il lucro cessante si concretizza nel mancato guadagno derivante dal fatto di aver subito l’incidente. In altri termini, corrisponde al venir meno di talune entrate nel patrimonio del danneggiato, che si sarebbero quasi sicuramente prodotte senza il fatto illecito lesivo (l’incidente subito).
DANNI NON PATRIMONIALI
Il risarcimento dei danni non patrimoniali, disciplinato dall’articolo 2059 del Codice Civile, può essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge. e richiede la prova dell’esistenza e dell’entità del danno. Viene valutato e liquidato in base a criteri medico-legali dopo una attenta valutazione delle prove fornite nel caso concreto. Il risarcimento è modulato sulla base dell’età della vittima e della percentuale di invalidità derivante dal sinistro (più il danneggiato è giovane e più è alta la percentuale di invalidità, maggiore è il risarcimento riconosciuto). Riguardo alla sua quantificazione, contrariamente a quello patrimoniale non ha un valore economico diretto e quindi non è facilmente convertibile in denaro. La valutazione del danno viene effettuata dal giudice in base alle circostanze specifiche del caso, al tipo di danneggiamento e alle conseguenze sulla vita del danneggiato.
La stima può basarsi su criteri giurisprudenziali ed il compenso liquidato in modo complessivo e globale (cioè “a corpo”), oppure quantificato ricorrendo a parametri percentuali basati su tabelle.
LE VARIE TIPOLOGIE
Le diverse tipologie di danno non patrimoniale comprendono principalmente: il danno biologico, il danno morale, il danno esistenziale, nonché il danno parentale ed il cosiddetto danno catastrofale.
Danno Biologico riguarda la compromissione dell’integrità psico-fisica, che può essere costituita da una invalidità temporanea che corrisponde ai giorni in cui la persona è stata inabile all’attività lavorativa a causa delle lesioni. Oppure ad una invalidità permanente nel caso le menomazioni fisiche e psicofisiche dovessero comportare una riduzione della capacità di svolgere le normali attività.
Nel danno biologico viene risarcita la menomazione, medicalmente accertabile, dello stato psico-fisico della persona.
Danno Morale riguarda la sofferenza psicofisica, il turbamento e il disagio patiti a seguito dell’incidente ed il risarcimento riguarda la sofferenza, lo stato psichico di angoscia.
Danno Esistenziale, riguardal’alterazione delle abitudini e della vita di relazione. Si tratta di un danno che, pur non procurando una lesione alla integrità fisica, va ad incidere nella sfera relazionale della persona e su valori fondamentali dell’esistenza di un individuo. Riguarda la sfera di relazione del soggetto e si sostanzia in un impedimento agli intrattenimenti e a quelle attività tipiche che realizzano la persona umana. Lo si è definito anche come “lo sconvolgimento dell’agenda quotidiana” ed anche “la rinuncia forzata ad occasioni felici”. Causa un peggioramento della qualità della vita e per questo si considera arrecato all’esistenza.
Danno Parentale riguarda la sofferenza, dolore, alterazione della vita quotidiana subito dai familiari e “prossimi congiunti” della vittima, sia in caso di morte che di grave lesione della persona Per ottenere il risarcimento, i familiari devono dimostrare un legame affettivo intenso e duraturo con la vittima e l’impatto significativo della perdita sulla loro vita. Quindi va oltre il semplice legame di parentela. Il risarcimento viene quantificato secondo le tabelle stabilite dalla giurisprudenza, che considerano vari fattori come l’età della vittima e dei familiari, e la presenza o meno di un rapporto di convivenza.
Danno Catastrofale riguarda la sofferenza psichica o angoscia provata dalla vittima che è cosciente dell’imminente fine della propria vita. La risarcibilità dipende dalla consapevolezza e dalla percezione, anche per brevissimi intervalli di tempo, della morte imminente. Il danno non è risarcibile se la morte è immediata, oppure se l’agonia è talmente breve da impedire alla vittima di sviluppare consapevolezza e sofferenza psichica.
Se chi ha subito l’incidente muore, gli eredi possono richiedere il risarcimento del danno catastrofale per la sofferenza psichica e la consapevolezza della propria morte che la vittima ha vissuto prima del decesso. Anche in questo caso la vittima deve aver avuto la consapevolezza della propria fine imminente ed il decesso non deve essere stato immediato.
DECISIONE DELLA CASSAZIONE
La Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 22706/2025, ha stabilito che la liquidazione del danno per mancato guadagno (lucro cessante), che può essere possibile quando vi siano postumi permanenti significativi, non può basarsi su mere presunzioni. La sua quantificazione richiede una prova concreta. Spetta al danneggiato, quindi, l’onere di dimostrare che, a causa dell’evento dannoso (come un incidente stradale), ha effettivamente subito una perdita economica. Il principio fissato è quello secondo cui il mancato guadagno, non può essere riconosciuto automaticamente, ma deve essere provato dal danneggiato con prove documentali che dimostrino la reale riduzione dei redditi a seguito dell’incidente.










