L’ANPI Velletri ricorda i Martiri di Pratolungo

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Era di sabato, il 19 febbraio 1944 a Pratolungo, nelle campagne della nostra Città: Velletri. Meno di un mese prima ad Anzio, erano sbarcati gli Alleati.La Guerra, le sue atrocità di colpo si materializzano nella campagna, tra vigneti a riposo, orti e fossi.

Un luogo sicuro dove trovare riparo e nutrirsi, non come la Città che aveva già subìto due pesanti bombardamenti. L’illusione, con la caduta del Fascismo il 25 luglio 1943 e il successivo armistizio del 8 settembre 1943, si dissolve.

La Guerra non si sarebbe fermata alla porta di casa. Diventa un incubo e finisce in tragedia. La vicenda dei Martiri di Pratolungo è simbolo della nostra storia locale e segno universale che travalica il tempo e i luoghi.

Migliaia di civili inermi uccisi per rappresaglia, giovanissimi ragazzi messi in divisa da entrambe le parti, strappati alle famiglie a migliaia di km per non fare più ritorno alle loro vite.

Così distanti, ma così uguali.

Tutti uniti in una tragedia che ogni volta cambia per sempre anche la vita ai sopravvissuti.

Dice Sami Modiano:
Tutto davanti a questi occhi!

Oggi, domani e poi domani fino alla fine dei giorni, non vogliamo chiudere questi occhi.

L’uomo per essere tale dovrà prima o poi ripudiare la guerra e diventare un vero animale.

Eh già, perchè nessun animale è in grado di procurare così tanto dolore ad un suo simile.

Ci vediamo a Pratolungo, con un fiore, un sorriso e la determinazione per la Pace, come quella del Partigiano morto per la Libertà.