“Le preghiere inutili”

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I Domenica T.A.

Testo

Fate attenzione, vegliate, perché non sapete quando è il momento. È come un uomo, che è partito dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai suoi servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vegliare. Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino; fate in modo che, giungendo all’improvviso, non vi trovi addormentati. Quello che dico a voi, lo dico a tutti: vegliate! (Mc13,33- 37)

Commento

Fate attenzione, vegliate.

I colpi di sonno sono pericolosissimi soprattutto quando si guida.

Se in genere non è concepibile scindere il messaggio cristiano dalla vita concreta, pena la triste conseguenza di rendere inconcludente una qualsiasi azione pastorale, nei nostri giorni il sonno di chi guida e l’indifferenza di chi con lui viaggia sulla strada che conduce a Cristo può segnare in modo definitivo l’arresto della crescita spirituale dei fedeli e dell’intero mondo, dando così la sensazione che il vange- lo non è più per il genere umano elemento costitutivo di una morale ben definita, né principio ispiratore di un’etica universalmente riconosciuta.

Le religioni cristiane purtroppo si chiudono ciascuna nei propri confini e ciò che dovrebbe avere valenza di “universalità” si ritrova a essere insegnamento gestito in orti ristretti, dove si coltivano verdure dalla parvenza meravigliosa, ma destinate al macero, se non riescono a superare i confini dell’isolamento.

“Fate attenzione, vegliate”, raccomanda l’evangelista, perché lo Spirito che dovrebbe liberamente scorazzare per il mondo, senza volerlo, lo si può tenere prigioniero in un sarcofago monumentale sotto forma di verità che ha paura di conosce il mutare dei tempi.

Vegliate dunque: voi non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

Per  migliaia e migliaia di persone la  fine del  mondo si sta verificando “oggi”. E l’oggi di cui si parla è quello biblico che lega al presente il passato e il futuro. “Oggi”, perciò, è l’incontro con il Signore. “Oggi” occorre essere pronti.

Il padrone di casa è tornato già ed è presente nella comunità che si fa Chiesa, è presente nelle parole che raccontano la Parola annunciandola. Il padrone di casa non si è mai allontanato, si è solo tenuto nascosto nel sacro pudore dell’Amore eucaristico.

Vegliamo dunque, noi che siamo cristiani, perché l’Amore che accogliamo nelle mani raggiunga il cuore di tanti e dal cuore di tanti si riversi su chi cristiano non è.

Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!

Sottolineo: “a tutti”.

.  Le preghiere inutili 

Sono in molti a pensare ormai che alla dottrina predicata da Gesù le “istituzioni” stanno troppo strette; tutte, anche le più cristiane, tale e tanto è il sonno che le pervade, tale e tanta è l’assenza di dialogo che dovrebbe, invece, investirle. A nulla servono le preghiere che in momenti magici i rappresentanti di varie religioni levano con riti diversi allo stesso Signore, se non dimostrano che lo Spirito vola in modo efficace sulle teste di tutti gli uomini di buona volontà, senza distinzione. Non bastano a convincere gli indifferenti le tavole rotonde che si tengono tra esponenti di fedi diverse, se costoro, una volta tornati a casa, appendono ciascuno nel proprio dimenticatoio l’icona avuta in dono dall’altro.

Intanto il resto del mondo non perde tempo e all’etica cristiana affianca l’etica “laica”, alla morale cattolica contrappone una morale che col contributo della scienza si lascia definire “naturale”.