Lettera aperta al sindaco di Velletri sull’inceneritore di Santa Palomba

Sig. Sindaco,
Le scriviamo questa lettera perché siamo molto preoccupati a causa dell’intenzione del Comune di Roma di costruire un nuovo inceneritore in località Santa Palomba.
Il Comune di Velletri, insieme a quelli limitrofi, dovrebbe sollevare il problema posto dal carico di inquinamento che deriverebbe da due mega impianti altamente inquinanti, il nuovo inceneritore di Roma, appunto, e il nuovo cementificio a caldo della Fassa Bortolo ad Artena, che disterebbero fra loro solo 22 km. Velletri situato nel mezzo, a 15 km dal primo ed a 6 km dal secondo, si troverebbe a subire, secondo alcune previsioni tecniche, il carico maggiore degli inquinanti, per un numero di giorni ben superiore a quelli consentiti dalle leggi vigenti. Questa convergenza nefasta di elementi, dovrebbe aiutare a convincere tutti, anche i più scettici, della necessità di bloccarne, con tutti i mezzi legali a disposizione, la costruzione.
L’uso degli inceneritori, in Italia chiamati termovalorizzatori ed ora addirittura “Parco delle risorse circolari”, per renderli più accettabili ai più distratti, va contro la salvaguardia della natura e danneggia la salute delle persone.
Invece di ridurre la produzione dei rifiuti, invece di sforzarci di riusare ciò che è stato prodotto, invece di riciclare gli scarti, decidiamo di bruciare tutto.
Con le discariche nascondiamo i rifiuti sottoterra, con gli inceneritori li trasformiamo in ceneri tossiche, gas velenosi e polveri sottili cancerogene.
Tutto ciò va contro una pratica ben più virtuosa che parte dalla raccolta differenziata spinta, porta a porta, che nel comune di Velletri supera la media nazionale ed è ai primi posti nel Lazio, seconda solo al comune di Fiumicino.
Il fatto che il nuovo inceneritore si troverebbe in un altro Comune, non ci mette al sicuro.
I gas tossici e le polveri sottili si spostano nell’aria per centinaia di km ed inevitabilmente ci raggiungerebbero. E’ chiaro che più si è vicini, più cresce il costo, in termini di salute, che si paga.
Per questo oltre a pensare ai cittadini veliterni e dei comuni limitrofi, Lariano, Cisterna, Artena, Genzano, il nostro senso di solidarietà ci spinge a preoccuparci di quelle persone che abitano o lavorano nei pressi di Santa Palomba.
Un inceneritore in grado di bruciare 600.000 tonnellate di materiale l’anno, per capacità e per contratto, dovrà farlo per restare economicamente vantaggioso e di conseguenza avrà fame di rifiuti e li attirerà, li cercherà, entrando in conflitto d’interessi con la raccolta differenziata e tutte le pratiche virtuose rispettose dell’ambiente.
Per 30 anni almeno inquinerà la nostra provincia e fermerà il cammino verso soluzioni ecologiche del problema dei rifiuti.
Ne pagheranno le conseguenze tutte le persone, nessuna esclusa!
Sta pensando, per caso, ad una persona cara, ad una figlia, ad un nipote, un amico?
Fa bene, perché l’inquinamento non risparmierà nessuno.
Nel tempo che richiederà la costruzione dell’impianto, considerando le procedure, i permessi, le valutazioni, i blocchi inevitabili dovuti alle legittime proteste, si possono studiare, programmare e mettere a regime, con una lungimiranza che dovrebbe appartenere alla politica, soluzioni migliori, come avviene in altre città d’Italia e nel mondo, creando nel contempo numerosi posti di lavoro.
Per queste ragioni, le chiediamo di manifestare entro il 17 ottobre 2025, tutta la sua contrarietà alla realizzazione di quest’opera, presso il comune di Roma, nelle modalità richieste dal primo cittadino della Capitale, che come massimo responsabile della salute di Roma, dovrebbe per primo rinunciare ed opporsi a questa folle nuova opera, che gli esperti mondiali più disinteressati, ritengono superata e dannosa.
Il Comitato No Fassa Velletri.










