Ruggero Giovannelli e la sua Velletri

La città di Velletri, al termine del 2025, ha omaggiato il proprio concittadino Ruggero Giovannelli. «Musico eccellentissimo e forse il primo del suo tempo», allievo e successore del Palestrina alla Cappella Giulia di San Pietro in Vaticano e, successivamente, alla Cappella Pontificia Sistina, il compositore veliterno fu attivo come maestro di cappella anche in altre prestigiose istituzioni romane fra cui: Cappella privata del Duca Giovanni Angelo Altemps, San Luigi dei Francesi, Sant’Agostino, Collegio Germanico-Ungarico, San Giacomo degli Incurabili, Santa Maria dell’Anima. Apprezzato in ambito accademico, Giovannelli attendeva una significativa riproposta esecutiva alla quale con questo progetto, vincitore di bando pubblico, sostenuto da Ministero Cultura e Regione Lazio, con il patrocinio del Comune di Velletri, e magistralmente condotto da Musicaeimmagine, del Maestro Flavio Colusso, da decenni punto di riferimento per la musica antica in Italia si è cercato di far fronte. Terminate le attività previste, ospitiamo sul nostro Giornale un contributo interessante e accurato del professor Marco Nocca – docente dell’Accademia di Belle Arti di Roma – che ripercorre il legame fra il grande compositore e la sua (nostra) città.
La più preziosa testimonianza iconografica sinora nota di Ruggero Giovannelli, è l’incisione a bulino di Pietro Antonio De Pietri del fondo Corsini a Roma.

Eseguita a circa settanta anni dalla sua morte, forse da un disegno preesistente, l’effigie costituisce il modello per la cartolina elaborata nel 1925, in occasione del terzo centenario, dal pittore veliterno Aurelio Mariani, oggi in Fondazione Cini a Venezia.

Nella brochure il ritratto del compositore, nato a Velletri da Francesco e Francesca De Mane nel 1560, come si deduce da documenti notarili capitolini (Gabrielli 1907), morto a Roma nel 1625, quasi si specchia nella tavola Velitrae vulgo Blitri, di Georgius Hoefnagel, del 1572.


Velletri, libero Comune dal Medioevo, popolosa città dello Stato pontificio, con notevoli testimonianze artistiche nel Quattrocento (Museo Diocesano), vede nel Cinquecento ridimensionata l’autonomia comunale (soppressione del podestà, 1549) e l’aumento del potere della Chiesa sulla municipalità, con il diretto Governo del Cardinale Vescovo.


La costruzione del maestoso Palazzo dei Priori (dal 1575), da un progetto di Vignola esemplato sulla residenza Farnese di Caprarola, messo poi in opera da Giacomo della Porta rivoluziona l’urbanistica del luogo.


In questa Velletri in poderosa trasformazione, Ruggero fanciullo cantore muove i primi passi. Sappiamo dell’esistenza di una cappella musicale nella cattedrale di San Clemente almeno dal 1519, quando Raffaele Riario, cardinale vescovo di Ostia e Velletri (1511-1521) raccomanda ai canonici del capitolo l’organista Giovanni di Cola, di Rocca di Papa (Gabrielli, 1915).

Dal 1548 compaiono pagamenti a cantori, a un “cantore francese”, mansionario, maestro del coro e del canto, “putti che servono al Coro”, e agli organisti che qui si avvicendano: “Ippolito” 1552-54, “Sebastiano” 1555, “Maestro Camillo” 1556, “Antonio” 1561, “Fra’ Paolo” 1563-64. Nel 1560, alla nascita di Giovannelli, la vita della cappella musicale, intorno ad un organo “piccolo” e “costruito con poca arte” -descritto dalla Visita Gesualdo- collocato a ridosso del coro in cornu epistolae (a destra dell’altare), risulta piuttosto animata, e così prosegue negli anni della sua infanzia e adolescenza, quando egli è ormai avviato agli studi: da ragazzo Ruggero può aver messo qui alla prova la sua soave voce tenorile?
Un cantore documentato dal 1560 al 1580, in questo ventennio di formazione, risulta fra’ Giacomo Cacciaconti, da S. Spirito in Sassia, con stipendio di scudi 36 annui, e obbligo di assistere e cantare in coro. Sappiamo che i servizi musicali per le feste vengono compiuti dagli allievi del seminario almeno dal 1570 (data della sua istituzione da parte del cardinal Moroni), cioè da quando Giovannelli ha dieci anni, e che altri ragazzi non seminaristi vengono istruiti dal Cacciaconti in una vera schola puerorum E’ la stessa Visita a rivelarci che il Cacciaconti, residente nel convento dei frati minori in san Lorenzo, insegna musica ai fanciulli nella casa parrocchiale di San Michele Arcangelo, a pagamento o meno a seconda delle condizioni economiche della famiglia.

Può essere lui il maestro con cui Giovannelli muove i primi passi? Oltre alla Visita , anche Il Theatro istorico di Velletri di Bonaventura Theoli (1644) racconta di un “musico eccellente”, presente in città nello stesso frangente: Scipione Spaventa, sermonetano, residente in San Clemente e canonico della cattedrale, distintosi per I sogni pastorali (Venezia, Giacomo Vincenti, 1608), composizione polifonica per quattro voci (canto, tenore, alto e basso), dedicata al duca Marcantonio Colonna, custodita oggi a Bologna. Dagli archivi risultano per lui pagamenti per l’attività di cantore prima di esser nominato canonico, dal 1579 al 1590. Da questi segnali ipotizziamo che Ruggero fanciullo possa essere stato educato ai primi rudimenti della musica nella sua città, in una delle scuole in cui si impartisce l’insegnamento ai giovinetti, iniziando ad esercitare l’arte del canto nella cappella della cattedrale di San Clemente, condotta dal canonico Spaventa, affiancato dal Cacciaconti. A partire dal 1582/83 Giovannelli ventiduenne è ormai lanciato nell’Urbe: maestro di cappella a San Luigi dei Francesi, con stipendio di 18 scudi mensili, egli occupa gratuitamente un alloggio qui riservatogli. Gli archivi veliterni restituiscono al contempo curiose coincidenze: nel Natale 1590, a Velletri vengono pagati “sei cantori francesi”; nel 1592, quando il veliterno è al collegio Germanico Ungarico, a Velletri “cantori forestieri” eseguono “buona musica” per la venuta del cardinale Gesualdo; nel 1596 per la visita del papa Clemente VIII Aldobrandini, in contatto con Giovannelli, allora alla Cappella Giulia di San Pietro in Vaticano, “cantori di Roma” svolgono attività musicali in cattedrale, di cui è inaugurato il nuovo altare, il 20 febbraio; il costo della musica per l’Anno Santo 1600 è per San Clemente di 18 scudi, “pagato in Roma alli cantori”.

Difficile non istituire relazioni, viste coincidenze così stringenti, tra queste presenze a Velletri e la longa manus di Giovannelli, che sembra quasi disporre qui l’invio di maestranze a sua disposizione. Nel 1585 Ruggero è di passaggio in città, per raggiungere il palazzo ducale di Sora, per cui compone, per il carnevale di quell’anno, in collaborazione con Luca Marenzio, gli intermedi della commedia di C. Castelletti, Le stravaganze d’amore; mentre alcuni atti notarili degli archivi capitolini continuano a restituire notizie di una sua presenza a Velletri: nel 1587 acquista qui una vigna e un canneto. I rapporti con la città d’origine, diradati per l’accresciuta mole di lavoro in Roma, si infittiscono nei periodi in cui il Giovannelli soggiorna, al servizio di Pietro Aldobrandini cardinal nepote, in villa Aldobrandini nella vicina Frascati, dove di sicuro trascorre i mesi d’autunno del 1604, e brevi permanenze nel 1605. Dal 1609 sappiamo con certezza del suo trasferimento a Borgo Pio, nei pressi di S. Pietro, e del suo alloggio, diviso con alcuni parenti. Tra le poche notizie certe dell’ultimo ventennio di sua vita (muore il 7 gennaio del 1625, ed è sepolto in santa Marta presso San Pietro, chiesa demolita nel 1930) il conferimento con apposita bolla, l’8 giugno 1611, da parte di papa Paolo V, di alcuni benefici, detti del Chiericato, nelle chiese di S. Martino, S. Antonino e S. Maria della Valle (oggi non più esistente) a Velletri: ulteriore segno di una relazione affettuosa e persistente, mai venuta meno, con la città natale.


Testo e scelta delle immagini a cura del professor Marco Nocca










