Siccità, intelligenza artificiale data center

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Quasi tutti siamo diventati rapidamente utenti di Intelligenza Artificiale (IA), pochi ci chiediamo una analisi dei costi dell’utilizzo dell’Infrastruttura Digitale e dei diversi tipi di IA in termini di impatto ambientale, molti siamo infastiditi dal caldo e dalla siccità eccessiva di questa stagione senza un’analisi specifica di quanto ci costerà.

Due notizie recenti ci aiutano a chiarirci le idee.

La ricerca dal titolo “Multi-Year Droughts and Their Compounding Economic Impacts in Europe” condotta dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e Politecnico di Milano analizza per la prima volta l’impatto economico complessivo della siccità ed evidenzia le ripercussioni economiche sul medio e lungo periodo per diversi settori portando alla luce dati e informazioni finora inediti; di seguito il link riassuntivo in italiano riportato dal CMCC: https://www.cmcc.it/it/articolo/siccita-allitalia-e-costata-24-miliardi-di-euro-e-330-000-posti-di-lavoro-con-2-c-il-conto-quasi-triplica

Il lavoro quantifica l’impatto della siccità prolungata sull’economia europea e avverte che i costi cresceranno rapidamente con il riscaldamento del pianeta. Nel corso di un’estate in cui le ondate di calore ripetute riportano al centro dell’attenzione la scarsità d’acqua e il rischio siccità nelle regioni del Mediterraneo, lo studio ricorda che le stime ufficiali dei danni da eventi estremi (738 miliardi di euro nel periodo 1980/2023, con 208 miliardi solo nel quadriennio 2021-24) sottostimano in modo sostanziale il costo economico reale della siccità se non prendono in considerazione anche gli anni successivi all’evento meteoclimatico.

Per quanto riguarda l’Italia, l’evento siccitoso del 2015-2018 è associato a una perdita di 1,45 punti percentuali di crescita del PIL per abitante (circa 24,3 miliardi di euro) e a 330.000 posti di lavoro in meno. In un mondo con 2 °C di riscaldamento le perdite salirebbero a 3,99 punti percentuali (circa 74 miliardi di euro) e a circa 960.000 posti di lavoro.

La seconda notizia, come riportata da Domenico Aliperto il 13 Agosto 2026 sul quotidiano online CorriereComunicazioni viene da Colleferro, cittadina industriale di circa 20.000 abitanti molto vicina a Velletri, e riguarda in particolare l’ipotesi di realizzazione di un Data Center per gli utenti di IA. L’opera viene criticata dai comitati locali per il suo possibile impatto ambientale, secondo gli oppositori del progetto non adeguatamente valutato. Ma il sindaco di Colleferro, Giulio Calamita, sostiene che si tratta di “un Data Center di seconda generazione che usa il raffreddamento ad aria e il ricircolo delle acque e l’utilizzo delle acque meteoriche. Allo stesso modoil fabbisogno energetico verrà soddisfatto in larga parte dal fotovoltaico e il terreno di proprietà del proponente rappresenta un consumo di suolo non eccessivo rispetto a quello a cui siamo abituati con la logistica. Il tema legato alla valle del Sacco giustamente è sempre una preoccupazione, ma il Data Center ha un impatto trascurabile, rispetto all’inquinamento di settori come la chimica“, di seguito il link alla notizia: https://www.corrierecomunicazioni.it/digital-economy/data-center-a-colleferro-primo-hub-del-sud-per-lai-monta-la-protesta/?utm_campaign=corcom-daily_nl_20260813&utm_source=corcom-daily_nl_20260813&utm_medium=email&sfdcid=0030O00002PnAq8QAF

Che vogliamo fare? Ne vogliamo parlare oppure continuiamo con la celebre frase “Adda passà ‘a nuttata”.

Buona riflessione.

Sandro Bologna
Presidente Velletri2030