Sold out per Sigfrido Ranucci a “Velletri Libris”: presentato “Il ritorno della Casta” fra tutela della libertà di stampa e un “mostro” da svelare

Sold out al Chiostro della Casa delle Culture e della Musica con la X edizione di “Velletri Libris”, rassegna internazionale di letteratura organizzata dalla Fondazione De Cultura e dalla Mondadori Bookstore Velletri/Lariano/Genzano/Frascati/Cisterna/S.Cesareo. Il festival ha accolto per il suo settimo appuntamento in cartellone il giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore di Report, con il suo libro “Il ritorno della casta” (Bompiani).
Prima della presentazione Massimo Morassut ha presentato la cantina ospite, “Tenuta Peretti”, e Silvia Ciriaci ha effettuato il consueto reading, “L’incipit”, con Paola Cucuzza alla chitarra.
Accolto da un grandissimo e lungo applauso, Sigfrido Ranucci è salito sul palco raccogliendo un abbraccio virtuale dalla platea di Velletri. Il dialogo con Flavia Capone si è svolto ripercorrendo in primis le tappe che hanno portato alla stesura del libro, avvenuta con rigore e consultazione di molteplici fonti. “L’urgenza di scrivere questo libro”, ha spiegato il giornalista e autore, “è arrivata perché mi sono ritrovato a unire i tasselli e a vedere un mostro. Da qui, l’urgenza di far sapere”. Il discorso si è articolato profondamente tra attualità e ricostruzione storica. Molto importante il passaggio sui social network, oggi entrati nella quotidianità delle persone: “l’uso dei social è ormai una realtà tra le fonti di informazione. Per questo ho pensato che il futuro che ci aspetta è triste: l’idea di democrazia, con la difesa di valori e diritti umani, presenta un problema di fondo con questo mezzo”. Il motivo risiede nella modalità di controllo che i social esercitano su vaste fasce di popolazione.
Un altro passaggio cruciale ha riguardato la democrazia della sorveglianza, come nel caso di un colosso come Amazon che “fattura miliardi di dollari ottenuti attraverso una vera e propria trasformazione genetica della postazione di lavoro e l’affermazione della democrazia della sorveglianza. Di cosa parliamo?”, ha detto Ranucci, “Di telecamere nei posti di lavoro, di software inseriti per stimolare l’operaio a fare operazioni in più, di meccanismi che alimentano la competizione tra operai. Si arriva al temporizzatore in bagno, che cerca di misurare il tempo che si passa in bagno prima di tornare a produrre. Si arriva al monitoraggio delle relazioni familiari, per capire se incidono sulla qualità del lavoro”.
Un discorso, per certi versi alienante, che sposta i valori umani in nome di altri principi più freddi. “Spazziamo via i valori per cui i nostri genitori si sono battuti e hanno dato la vita. In nome di cosa? Di soddisfare il cliente che compra. Che siamo sempre noi”, ha aggiunto Ranucci, affermando che nel tempo anche il cliente è diventato elemento del prodotto.
Uno dei temi che stanno più a cuore al conduttore di Report è quello della Costituzione, con un tentativo di modificarla che rappresenta un attacco agli anticorpi: il referendum ha mostrato come “i giovani, i cittadini italiani, abbiano voluto salvare quei diritti scritti lassù, conquistati con il sangue. È successo che c’è chi ha capito che non si poteva modificare la Costituzione in quel modo cialtronesco, c’è stata una reazione della gente e chi ha spiegato tecnicamente questa cosa ha fatto sì che la gente capisse che poteva essere importante”. Per Ranucci il tentativo di modificare la Costituzione e indebolire la magistratura e il giornalismo dimostra che siamo un Paese messo male come libertà di informazione. Il cittadino deve essere consapevolmente e in maniera indipendente informato, ma per ottenere ciò serve una reale indipendenza dei giornali, che non possono essere vincolati agli interessi degli editori. Proprio sul ruolo del giornalista Ranucci ha sottolineato come la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, proclamata per il 3 maggio, rischi di divenire un omaggio ai giornalisti morti nelle varie inchieste di mafia, conflitti o terrorismo rosso e nero. “Andrebbero approvate leggi per tutelare i giornalisti vivi, spesso bloccati da denunce e boicottaggi”.
Al termine dell’incontro con l’autore si è tenuto il consueto, e lunghissimo, firma-copie. “Velletri Libris” prosegue con grande successo. La manifestazione è patrocinata da Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Velletri e Sistema Castelli Romani e si avvale del contributo della Regione Lazio, dei partner Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, Casale della Regina e CREA e degli sponsor Casa di Cura Madonna delle Grazie, Allianz/Fondo Cancellieri e Banca Popolare del Lazio. La settimana termina con l’evento di venerdì 17 luglio, quando al Chiostro arriverà Anna Foa. Tutte le serate sono a ingresso libero (ore 20 degustazione enogastronomica, ore 21 incontro con l’autore/autrice).










