Sulle tracce di Francesco: quando Velletri incontrò la santità

«Ottocento anni fa. Era il 1222 quando un pellegrino d’eccezione, segnato dalla fatica ma animato da una fede inflessibile, percorreva a piedi le strade che salivano verso Velletri. Non era un viaggiatore qualunque: era Francesco d’Assisi.
Un cammino di povertà e di speranza, nato per cercare un ascolto decisivo. È qui, tra queste colline, che il Poverello sapeva di potersi affidare al cardinale Ugolino — vescovo di Ostia e Velletri, e futuro pontefice — per dare una forma giuridica e un futuro al suo ambizioso progetto di rinnovamento evangelico. La tradizione ci restituisce l’immagine intensa di quel momento: la sosta in preghiera nella chiesetta di Colle Ionci, appena fuori dalle mura, e l’inizio di un legame indissolubile tra la città e la grande famiglia francescana.
Da quel primo, umile insediamento nei pressi di Porta Romana fino all’antica abbazia di San Rufo — la storica Casermaccia — il passo dei frati ha segnato indelebilmente il tessuto urbano e spirituale veliterno. Nel Quattrocento arrivano i Minori Osservanti a San Lorenzo, trasformando il convento in una vera e propria cittadella della fede e della cultura: qui troveremo le orme luminose di San Tommaso da Cori, di San Giovanni da Triora e del Beato Bonaventura Torricchia.
E poi i Cappuccini, saliti sul suggestivo “monte calvario” con la chiesa della Santa Croce, e i Terziari regolari che nel Seicento scelgono Santa Apollonia. È proprio qui che custodiscono un tesoro straordinario: la Madonna della Vita, un capolavoro assoluto del periodo romano di Gentile da Fabriano, oggi ammirato al Museo Diocesano.
Oggi, a otto secoli di distanza da quel passaggio che cambiò la storia locale e religiosa, Velletri conserva gelosamente la memoria di un cammino di pace. Un patrimonio di fede, arte e bellezza che continua a parlarci dal cuore del Lazio.»
Alessandro Filippi










