Velletri 2030 sull’Intelligenza Artificiale: opportunità e rischi

L’Intelligenza Artificiale (IA) rappresenta una tecnologia abilitante destinata a trasformare profondamente lavoro, economia, società, e il nostro modo di vivere. Come avvenuto in passato con l’elettricità, Internet e la digitalizzazione, l’IA sta diventando una tecnologia generale capace di influenzare tutti i settori produttivi e tutti gli aspetti della vita quotidiana.
Tuttavia, l’esperienza storica insegna che il progresso tecnologico non genera automaticamente progresso umano. Senza adeguati meccanismi di governance, l’IA potrebbe amplificare disuguaglianze, vulnerabilità e concentrazioni di potere.
La vera sfida consiste quindi nel passare da una semplice innovazione tecnologica a una innovazione responsabile. La sfida contemporanea non consiste nel decidere se utilizzare o meno l’IA, ma nel governarne lo sviluppo affinché i benefici economici, sociali e scientifici siano massimizzati e i rischi ridotti a livelli accettabili.
Governare l’IA significa costruire un equilibrio tra innovazione e diritti, tra efficienza e dignità, tra competitività e inclusione sociale. Significa, soprattutto, garantire che l’essere umano rimanga il fine ultimo dello sviluppo tecnologico e non ne diventi semplicemente un mezzo.
Tre Documenti recenti ci aiutano a capire, e quindi a perseguire, questi principi.
AI Act europeo. L’Unione Europea ha adottato l’AI Act, entrato in vigore il 1° agosto 2024, con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo responsabile dell’IA e proteggere salute, sicurezza e diritti fondamentali dei cittadini. L’impianto normativo è basato su un approccio “risk-based“, che distingue i sistemi di IA in funzione del livello di rischio generato. L’AI Act europeo prevede:
- sistemi a rischio inaccettabile, vietati;
- sistemi ad alto rischio, sottoposti a requisiti rigorosi;
- sistemi a rischio limitato, soggetti a obblighi di trasparenza;
- sistemi a rischio minimo, con obblighi ridotti.
La piena applicazione dell’AI Act europeo avverrà progressivamente entro il 2027.
L’AI Act europeo rappresenta oggi il principale riferimento internazionale per la governance dell’IA.
Il Consiglio dei ministri italiano ha approvato il 5 agosto 2026, in esame definitivo, i due decreti legislativi che adeguano l’ordinamento italiano all’AI Act europeo. I provvedimenti intervengono sull’uso dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia, sulla responsabilità civile e penale, sulle autorità di controllo, sulla formazione e sulle decisioni che riguardano i lavoratori.
Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, firmata il 15 maggio 2026 nel 135° anniversario della promulgazione della Lettera Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII e pubblicata dalla Santa Sede il 25 maggio 2026. Essa richiama con forza la necessità di orientare l’innovazione verso il bene comune, ricordando che la tecnologia non è moralmente neutra e che il modo del suo utilizzo incorpora valori, interessi e conseguenze sociali. La centralità della persona umana, la tutela della dignità, la giustizia sociale e la responsabilità collettiva devono quindi diventare i principi guida della governance dell’IA.
Report delle Nazioni Unite “ Preliminary Report of the Independent International Scientific Panel on AI: Evidence-based assessment of opportunities, risks and impacts of artificial intelligence”, (link: https://www.un.org/
pubblicato nel mese di luglio 2026, distingue gli aspetti di Opportunità Strategica dai Rischi Associati
Le principali opportunità strategiche riguardano:
- miglioramento dei sistemi sanitari e della medicina personalizzata;
- gestione intelligente delle reti energetiche;
- ottimizzazione dei trasporti e della mobilità;
- supporto alle decisioni pubbliche;
- monitoraggio ambientale e climatico;
- accelerazione nella ricerca scientifica;
- educazione personalizzata e formazione continua.
Accanto alle opportunità emergono rischi sistemici che richiedono adeguati meccanismi di governo. Tra i più evidenti ricordiamo:
Rischi per i diritti fondamentali: I sistemi di IA possono influenzare decisioni riguardanti lavoro, credito, istruzione, salute e accesso ai servizi. Algoritmi opachi o addestrati su dati distorti possono produrre discriminazioni e amplificare disuguaglianze esistenti.
Rischi per la democrazia: L’uso di IA generativa per produrre contenuti sintetici, e campagne di disinformazione può compromettere la fiducia nelle istituzioni democratiche e alterare il dibattito pubblico.
Rischi economici e occupazionali: L’automazione può aumentare la produttività ma anche provocare sostituzione di posti di lavoro, polarizzazione delle competenze e concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi attori tecnologici.
Rischi ambientali: I grandi modelli di IA richiedono elevate quantità di energia, acqua e capacità computazionale, con impatti significativi sulla sostenibilità ambientale.
Rischi per le infrastrutture: L’integrazione crescente dell’IA nei sistemi energetici, idrici, sanitari, finanziari e digitali aumenta l’efficienza ma introduce nuove vulnerabilità, inclusi attacchi informatici, errori sistemici e dipendenze tecnologiche.
Molti di noi vantano una partecipazione giornaliera al dibattito sull’utilizzo o meno della IA. Purtroppo, non c’è una risposta universalmente accettata, se non l’utilizzo del buon senso. Le più recenti pubblicazioni internazionali convergono verso alcuni principi condivisi nell’uso della IA.
IA che pone l’uomo al centro: L’essere umano deve rimanere responsabile delle decisioni finali. L’IA deve supportare, non sostituire, il giudizio umano.
Trasparenza: I sistemi che fanno uso di IA devono essere comprensibili, spiegabili e verificabili.
Responsabilità:Devono essere chiaramente identificabili i soggetti responsabili delle decisioni e degli effetti generati dall’IA.
Sicurezza dei dati usati: La qualità, la sicurezza e la protezione dei dati usati dalla IA diventano elementi essenziali della fiducia verso i sistemi basati sull’uso della IA.
Sostenibilità: La sostenibilità idrica, energetica e ambientale dei Data Center usati da IA deve diventare un criterio progettuale fondamentale
Per concludere, L’Intelligenza Artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per migliorare la qualità della vita e rafforzare la competitività economica, basta usarla con la dovuta consapevolezza dei rischi associati, come per l’utilizzo di qualsiesi strumento frutto della innovazione tecnologica.
Sandro Bologna
Presidente Velletri2030










