Velletri, a Casa Wilcock “Così sacro, così profano, così sublime”

Altre Notizie

COSÌ SACRO, COSÌ PROFANO, COSÌ SUBLIME.

Il Maestro italo argentino Michelangelo Tarditti, dopo la soddisfacente e positiva esperienza dello scorso anno in cui ha presentato presso Casa Wilcock il suo lavoro su Borges, quest’anno vi è tornato con lo stesso entusiasmo per presentare il nuovo lavoro teatrale che ha richiesto 9 mesi di preparazione “Così Sacro, Così Profano, Così Sublime”. Laureato in Argentina in Teatro, Filosofia e Comunicazione Sociale, il Maestro Tarditti si è poi laureato in Italia in Filosofia e Scienze Conoscitive della Comunicazione: nei suoi spettacoli di alto livello mette in scena i 3 linguaggi fondamentali del corpo umano; quello visivo degli occhi, quello uditivo delle orecchie, e quello vocale della voce. Lo strumento della voce viene usato per le Modulazioni più ardue e profonde per raggiungere, con il mistero del Teatro, il cuore e la mente dello spettatore. Michelangelo Tarditti scrive testi teatrali che impreziosisce, oltre che con la sua recitazione, con scenografie e immagini suggestive accompagnate da brani musicali famosi. Lo spettacolo messo in scena quest’anno tocca tre elementi separati e tuttavia inscindibili che si trovano nell’arte: un’esplorazione di concetti biblici fondamentali: il sacro, che riguarda grandi pittori e scultori (esempio: Michelangelo e Caravaggio) che hanno saputo elevare le loro opere alla sacralità e al divino, così come in altre opere di indugia sul Profano delle pitture (esempio: Pompei) e delle sculture (es. Caravaggio). La proiezione di immagini e filmati conduce lo spettatore in un viaggio attraverso le opere d’arte, soprattutto italiane, più suggestive per ammirarne la perfezione ed esplorarne i significati più profondi. Voce, gestualità, padronanza del palcoscenico fanno di Michelangelo Tarditti un attore completo a cui il pubblico continua a tributare interesse, applausi, fiducia e accoglienza calorosa, come a Casa Wilcock per questo splendido evento del ” Così Sacro, Cosi Profano, Così Sublime”.

Marisa Monteferri