Velletri e i Castelli si mobilitano contro la guerra e per la Palestina

Ieri, lungo le strade occupate dal mercato del giovedì di Velletri, tra Via Aldo Moro e Via San Biagio si è svolto il flash mob “Coi nostri corpi fermiano la guerra globale” organizzato dal Gruppo “Sui generis”.
L’iniziativa parte dal Movimento “Stop ReArm Europe” che ha invitato tutte le organizzazioni della società civile, le associazioni, le ONG, le fondazioni, i gruppi di base, i movimenti ecc. ad aderire all’appello e a far parte di questo movimento. La “call to action” del movimento: Ci opponiamo al piano dell’UE di spendere altri 800 miliardi di euro in armi. Saranno 800 miliardi di euro rubati. Rubati ai servizi sociali, alla sanità, all’istruzione, al lavoro, alla costruzione della pace, alla cooperazione internazionale, a una transizione giusta e alla giustizia climatica. Ne beneficeranno solo i produttori di armi in Europa, negli Stati Uniti e altrove.
Renderà la guerra più probabile e il futuro meno sicuro per tutti! Genererà più debito, più austerità, più confini. Appesantirà il razzismo. Alimenterà il cambiamento climatico. Non abbiamo bisogno di più armi; non abbiamo bisogno di prepararci ad altre guerre. Ciò di cui abbiamo bisogno è un piano completamente diverso: una sicurezza reale, sociale, ecologica e comune per l’Europa e per il mondo.
Alla replica che ha avuto luogo a Velletri hanno partecipato circa 20 cittadini e molti passanti sono stati coinvolti indirettamente perché questa azione prevedeva più fasi volte a stimolare proprio l’attenzione delle persone. Inizialmente il Gruppo “Sui Generis” ha spiegato le motivazioni di questa forma di protesta non violenta nata contro una logica di guerra che va contro il diritto internazionale per cui nella striscia di Gaza la situazione umanitaria è ormai disperata e in Cisgiordania gli assalti dell’IDF e dei coloni non si sono mai fermati. Solo gli attacchi degli ultimi giorni su Gaza, Siria e Libano hanno provocato un migliaio di morti di cui centinaia bambini e bambine. L’isolamento e la mancanza di cibo, acqua, assistenza sanitaria contribuiscono a rendere la situazione ancora più difficile. I più vulnerabili, come donne, anziani, bambini, stanno pagando il prezzo più alto.
Prima sono stati stesi al suolo dei lenzuoli bianchi su cui i partecipanti si sono sdraiati, poi è stata trasmessa una traccia audio della durata di quattro minuti del frastuono delle bombe su Gaza, registrato dall’Ingegnere palestinese del suono Oussama Rima. In seguito, è stato richiesto a chi ha preso parte al flash mob di fare un minuto di rumore anziché un minuto di silenzio perché “si fa silenzio quando i bambini dormono, non quando muoiono”.
Infine è stato rivolto l’invito a tutti i cittadini e le cittadine a partecipare alla prossima occasione sul tema: “Voci per la Palestina. Parole e musica per resistere”, che si svolgerà a Genzano di Roma domenica 20 luglio dalle 19.00 in poi all’Anfiteatro Michael Ende, organizzata da “Castelli per Gaza” e patrocinata dal Comune.











