Velletri, Giuseppina Torregrossa ha presentato “Corta è la memoria del cuore” alla Mondadori

Proseguono le presentazioni in grande stile nella nuova sede della Mondadori Bookstore di Velletri, in Corso della Repubblica, proprio di fronte alla Torre del Trivio e a due passi dalla centralissima Piazza Cairoli. Grande partecipazione all’incontro con Giuseppina Torregrossa, sabato 8 novembre, che ha presentato il suo nuovo romanzo ambientato a Palermo, “Corta è la memoria del cuore” (Mondadori). Una storia che parte agli inizi del Novecento e arriva fino ai giorni nostri. La scrittrice – nel dialogo con Daniele Dibennardo – è tornata a Velletri dopo qualche anno per raccontare la sua terra d’origine, anche se – come ha ricordato – ha vissuto a Palermo solo fino ai 13 anni. È però proprio l’infanzia a rappresentare il pozzo da cui trae ispirazione, anche più di Roma, città in cui si è formata e ha lavorato.
Protagonista del libro è Elena, figura centrale attraverso cui si snoda la storia della famiglia Accoto e, in particolare, delle sue donne. Le femmine “impastate con la rambia”, a differenza dei maschi “di lino antico”, incarnano la forza, ma anche il peso delle tradizioni familiari. Un’eredità – non solo simbolica – che Elena riesce a interrompere, rompendo la catena di silenzi e rigidità. Forte il legame con il linguaggio: Teresa, madre di Elena, si esprime a monosillabi; Elena invece riscopre il potere della parola, trasformandola in strumento educativo, affettivo e liberatorio. L’autrice ha sottolineato l’importanza del linguaggio nella crescita dei bambini, tema al centro anche della sua tesi universitaria. Non mancano nel romanzo riferimenti storici – dalla caduta del fascismo al terrorismo – usati però solo per inquadrare il tempo delle vicende familiari, mai in modo invasivo.
Tra riflessioni, proverbi siciliani e memorie personali, l’autrice ha guidato il pubblico in un dialogo intenso, chiudendo con una considerazione sulla fragilità dei legami oggi: “Una relazione che dura più di quattro anni è ormai un’eccezione”, ha detto. E su Roma, città che l’ha accolta: “Negli anni Sessanta era respingente e cinica. Parlare con le vocali aperte bastava per essere esclusi”.
Quello di sabato è stato un incontro ricco di spunti, tra storia, affetti e identità, che ha lasciato il pubblico con molte domande e nuove consapevolezze. Al termine della presentazione come di consueto il firma copie e le foto-ricordo. La programmazione prosegue con i prossimi eventi che vedranno quali protagonisti Claudio Leoni (13 novembre, ore 18.30) e Aurelio Picca (20 novembre, ore 21).










