Velletri, il convegno cittadino sulla Fassa Bortolo

Domenica 22 giugno 2025, dalle ore 17.30 alle 19.30, si è tenuto, presso il chiostro della Casa delle Culture di Velletri, il convegno:” Nuovo stabilimento Fassa Bortolo. Ambiente, salute ed economia. Quale futuro?” Il convegno è stato organizzato dal neo Comitato No Fassa Velletri, in collaborazione con quelli di Lariano, Giulianello, Rocca Massima, Colleferro, Uniti per la Salvaguardia dell’Ambiente e della Salute ed il Dopo Lavoro Ferroviario di Velletri.
Il chiostro, incorniciato da un cielo sereno, si è riempito dell’attenta partecipazione di oltre 100 persone. Fra i tanti, si è notata la gradita partecipazione della nostra Vice Sindaco, Chiara Ercoli inviata ufficialmente dal Sindaco di Velletri Ascanio Cascella a raccogliere le motivazioni del Comitato, i Consiglieri Marilena Ciarcia ed Edoardo Menicocci, Sandro Bologna, presidente dell’Associazione Velletri 2030. La Casa delle Culture si dimostra, una volta ancora, un luogo d’incontro, di riflessione e di comunicazione civile. Di questo il Comitato ringrazia la Fondazione di partecipazione Arte e Cultura di Velletri, nella persona in particolare della Dott.ssa Paola Gaibisso, che s’impegna nel garantirne l’utilizzo a fini sociali e culturali. La logistica, che ha fortemente contribuito alla riuscita dell’evento, è stata curata gentilmente dal personale del Baratto, che ha posizionato le 250 sedie rosse, da Piero De Angelis che ha fornito e gestito l’impianto di amplificazione, così importante quando si vuole avere una comunicazione efficace, da Amintore D’Annibale che ha curato i particolari dell’arredamento del convegno e da Ilaria Di Bernardo, Irene Battista e Sandra Zaccagnini che hanno collaborato nella gestione degli interventi. Con una precisione quasi svizzera, alle 17.35 il moderatore, Marco Casentini ha iniziato i lavori, invitando al microfono Leonardo Alivernini, che a nome del comitato ha salutato e ringraziato i presenti, che hanno scelto di dedicare una parte del loro tempo al convegno ed ha illustrato le motivazioni sia della costituzione del Comitato No Fassa Velletri, sia dell’organizzazione del convegno.
Tra i relatori, il primo ad intervenire è stato Umberto Proietti, presidente del Comitato Cittadini di Giulianello e coordinatore dei comitati che hanno aderito al gruppo intercomunale NO BRUCIATORI FASSA, da lui formato, circa due anni fa, per informare e sensibilizzare i cittadini. Con competenza e passione ha illustrato le sfumature legali ed amministrative che accompagnano l’intrigata serie di autorizzazioni, sopralluoghi, verifiche che un impianto del genere richiede a livello locale e regionale. La sua e quella dei comitati è un’azione finalizzata alla salvaguardia del bene più prezioso, quello della salute, portata avanti fra carte bollate, esposti, richieste, avvocati e tribunali.
Alla voce appassionata di Umberto è seguita quella più fresca e leggera, della Dott.ssa Cerquozzi Flaviana, anche lei coinvolta da tempo nei comitati, che ha parlato del razzismo ambientale, cioè di quell’insieme d’interventi che tendono ad aggravare sempre più la situazione di un territorio, abbassando la qualità della vita in chi vi risiede e che ha, tra le altre conseguenze, quella di causare la perdita del valore degli immobili ivi presenti, case che spesso sono il frutto di una vita di lavoro.
L’intervento dell’ingegnere Leonardo Caponera, del Dopo Lavoro Ferroviario di Velletri, ha portato il punto di vista di un tecnico immerso nelle problematiche degli impianti industriali. Con competenza, numeri alla mano, ha analizzato i dati che la Fassa stessa ha pubblicato in regione, nel richiedere le autorizzazioni a costruire. Il suo intervento ha messo in luce le perplessità riguardanti l’aumento dell’inquinamento previsto, anche dovuto a quello di altri impianti progettati per entrare in funzione in aree attigue che inevitabilmente sommano le nocività; il notevole aumento del consumo di acqua, 400 mila litri al giorno, pari a 2000 persone, l’aumento inevitabile delle traffico veicolare di autocarri pesanti in zona, pari a 30 al giorno, la costante immissione nell’atmosfera di fumi e polveri sottili, pari a 76 kg al giorno, inevitabile prodotto secondario della combustione ad alte temperature della roccia calcarea, l’uso del polverino di legno e di altri combustibili, pari a 100 tonnellate al giorno, necessari per raggiungere le alte temperature richieste.

Il moderatore ha dato così la parola al prof Lucio Allegretti, laureato in fisica e chimica ed ex ricercatore e docente universitario, che con maestria ha fornito i chiarimenti scientifici rispetto alle sostanze chimiche che si producono e si trasformano nei bruciatori; per le loro dimensioni, queste particelle, con diametro che si misura in nanometri, cioè in miliardesimi di metro, non vengono trattenute da eventuali filtri presenti nei camini e si disperdono nell’aria circostante.
Il comitato aveva invitato anche la dott.ssa Mazzoli Francesca, pediatra con esperienza trentennale. Non potendo essere presente ha autorizzato la lettura di un suo precedente intervento.
E’ stata la voce di Mariella Micale, insegnante di sostegno nella scuola statale, a comunicare il pensiero della dottoressa. Gli studi scientifici, le indagini epidemiologiche, da anni studiano e rilevano le problematiche sanitarie legate alle conseguenze della presenza delle polveri sottili nell’aria. Tutti gli apparati del corpo umano possono esserne colpiti. Neanche i futuri bimbi, ignari di ciò che avviene intorno a sé, quando stanno ancora nella calda placenta materna, sono esenti da questi pericoli. Gli studiosi non escludono, che tanti disturbi del comportamento siano ricollegabili all’inquinamento, in cui le polveri sottili rivestono un ruolo da protagoniste.
E’ seguito l’intervento del giornalista e scrittore Bocci Maurizio. Il territorio dei Castelli Romani è di una bellezza tale, ed una storia così radicata nelle vicende dei popoli che hanno abitato questo spicchio di mondo, che forse solo l’abitudine a ciò che abbiamo avanti agli occhi tutti i giorni, non ne fa emergere la bellezza. Nasce da qui l’esigenza di valorizzarlo, sia culturalmente che turisticamente, salvaguardandolo nel contempo dagli attacchi che un impianto come quello della Fassa potrebbe sferrargli.
Il dottor Emilio Bongiovanni, dirigente in pensione della Regione Lazio, divulgatore ed esperto di assistenza tecnica e ricerca agricola, ha illustrato ai presenti le caratteristiche peculiari del settore primario di Velletri e dei territori limitrofi, con le sue estese coltivazioni di vite, olivo, kiwi, seminativi e pascoli. Un territorio che è stato e continua ad essere attrattivo per chi cerca il benessere in un ambiente ancora in gran parte integro, capace di offrire prodotti agroalimentari tipici di alta qualità, conosciuti ovunque, e che vuole restare meta di attività, iniziative ed esperienze rispettose dell’uomo e della natura.
Prende la parola il prof Leonardo Alivernini, insegnante di scienze motorie, componente del comitato di Velletri, attirando l’attenzione dei presenti sulla bellezza e la complessità degli animali e dell’uomo, unita alla vulnerabilità verso alcuni prodotti della tecnologia , a cui l’evoluzione non ha pensato e per cui l’uomo non è attrezzato naturalmente a difendersi. Sono le polveri sottili le protagoniste delle sue preoccupazioni. L’invito che rivolge a tutti, è quello di evitare che il nostro territorio subisca le conseguenze nocive di un’industria che in altre realtà italiane ha già causato danni.
Suggella la serie d’interventi il prof Giovanni Abruzzese, stimato insegnante delle scuole medie, inferiori e superiori, di Velletri. Invita i convenuti a riflettere sul fatto che a causare i problemi ambientali siamo responsabili tutti, nella misura in cui tendiamo ad aumentare la domanda dei beni di consumo. Sottolinea la tendenza, un pò generalizzata, a consumare le risorse naturali in modo compulsivo. Il modello di sviluppo che ci è stato proposto e abbiamo tutti accettato è probabilmente sbagliato. Il pianeta non riuscirà a sostenere la nostra reiterata voglia di consumo. Dobbiamo usufruire dei vantaggi della scienza e della tecnica, ma con moderazione, tenendo a bada l’avidità che non trova limiti alla sua soddisfazione. Fa notare, che la massa dei consumatori favorisce l’ascesa senza limiti ai vertici della speculazione finanziaria a quei potentati aziendali che di fatto si attestano come oligarchi e autarchi, che decidono per tutti come utilizzare le risorse vitali di quell’ambiente che è anche nostro! Concludendo, invita tutti a partecipare alle attività del comitato, pretendendo di avere voce in capitolo su un tema tanto delicato che riguarda, la salute, il lavoro e la difesa della bellezza del nostro territorio. In ciò vi è effettiva libertà, nella partecipazione!
Marco Casentini, nel moderare attentamente gli interventi apre lo spazio alle domande dei presenti.
Intervengono il prof Danilo Rossi, sulle caratteristiche geologiche dei monti Lepini, Claudia Savorgnano, del Comitato No Fassa Velletri, che evidenzia l’aumento dell’incidenza dei tumori nelle aree circostanti gli inceneritori, citando ad esempio quello di Copenaghen, il dottor Sandro Vicario, agronomo, che si interroga se l’agricoltura venga effettivamente protetta al giorno d’oggi, Agostina Gilardo e Paolo Fiorini, cittadini di Lariano, che sottolineano la necessità di un intervento più deciso delle Amministrazioni Comunali, Pietro Pompa, consigliere del Comitato Uniti per la Salvaguardia dell’Ambiente e della Salute, cittadino di Artena, che chiede agli esperti se è possibile avere impianti industriali puliti, Silvia Santi del Comitato Carventum Cittadini di Rocca Massima, Federico Franchi, del Comitato Protezione Boschi Colli Albani, che chiede quali sono i siti naturali di particolare importanza da tutelare, il dottor Marco Alteri, appartenente alla Rete Tutela Roma Sud, che solleva i timori sulla pericolosità di un eventuale nuovo inceneritore a Santa Palomba, il prof Enrico Del Vescovo di Italia Nostra, sezione Castelli Romani, che oltre a voler sostenere l’opera del comitato, ribadisce la nocività del continuo attacco al territorio, dell’irresponsabile aumento del consumo dell’acqua, della pressante cementificazione e del nefasto allargarsi del consumo di suolo.
Alle loro domande rispondono a turno i relatori, che hanno così l’occasione di precisare i propri interventi, grazie alle sollecitazioni dei partecipanti.
Anche se il chiostro, divenuto più fresco, sembra voler protrarre i tempi di permanenza, è giunto il momento di chiudere l’incontro. Di nuovo, con piacere, prende la parola Leonardo Alivernini, a nome del Comitato. Esprime la soddisfazione e la gratitudine degli organizzatori. Invita a non rassegnarsi, ad indignarsi ed a partecipare, fungendo anche da stimolo e supporto per l’amministrazione cittadina. Invita i presenti ad entrare a far parte del comitato, così da trovare nei numeri una maggiore forza. Ringrazia ancora il Vice Sindaco Chiara Ercoli, rimasta fino alla fine dei lavori e augura la buona sera a tutti.
Come avviene alla fine di ogni evento, le persone si attardano per protrarre e comunicare le emozioni vissute. Aumentano gli aderenti al comitato. I giovani dell’Associazione Officina Radici Attive, che hanno curato le riprese video ed il servizio fotografico, intervistano i relatori a caldo.
Solo un’ora dopo, quando alla spicciolata gli ultimi si incamminano, la chiave gira nella toppa del portone d’ingresso di piazza Trento e Trieste, ringraziando la Casa della Culture.
Leonardo Alivernini










