“Velletri Libris” ultima tappa dello Strega Tour 2026: incontro con gli autori Alcide Pierantozzi ed Elena Rui

Altre Notizie

VELLETRI LIBRIS 2026 PREMIO STREGA TOUR 2026 martedi 07 luglio h20 Casa delle Culture e della Musica, Velletri

Pienone al Chiostro della Casa delle Culture e della Musica per l’atteso incontro con i finalisti del Premio Strega. La X edizione di “Velletri Libris”, rassegna internazionale di letteratura organizzata dalla Fondazione De Cultura e dalla Mondadori Bookstore Velletri/Lariano/Genzano/Frascati/Cisterna/S.Cesareo, ha accolto per il suo quarto appuntamento in cartellone l’ultima tappa dello Strega Tour 2026, proprio alla vigilia della proclamazione del vincitore.

Prima dell’intervento Massimo Morassut ha presentato la cantina ospite, “Le Quattro Vasche” di Velletri, e Silvia Ciriaci ha effettuato il consueto reading, “L’incipit”, con Paola Cucuzza alla chitarra. Sono poi intervenuti, per un breve intervento istituzionale, l’Assessore e Vice-Sindaco Chiara Ercoli e il Presidente del Sistema Castelli Romani Giuseppe De Righi, per accogliere a dovere a Velletri e ai Castelli gli autori che si contendono il più grande e storico premio letterario italiano, poi assegnato a Michele Mari l’8 luglio.

Accolti da un grande applauso e intervistati da Flavia Capone, sono saliti sul palco Alcide Pierantozzi ed Elena Rui, in rappresentanza della sestina finalista. I romanzi da loro scritti sono estremamente significativi sia per stile che per contenuto, e non poteva essere altrimenti. A colpire, però, è stata la grande empatia con cui li hanno raccontati. Argomenti diversi, sfumature molteplici, ma è trasparso dalle loro parole un grandissimo amore per le rispettive opere andando a creare un clima quasi solenne con la platea. Alcide Pierantozzi, con “Lo sbilico” (Einaudi), dà voce al malessere psicologico e lo fa senza retorica e senza veli. Un libro spietato ma autentico, capace di entrare nelle pieghe più profonde dell’animo umano. Elena Rui, con “Vedove di Camus” (L’Orma), narra il lutto dal punto di vista delle quattro donne dello scrittore. Un confronto fra punti di vista e situazioni diverse, con una retrospettiva psicologica molto ricca e articolata.

Al termine delle presentazioni, gli autori hanno rilasciato delle brevi interviste in esclusiva per l’Ufficio Stampa di “Velletri Libris”. Elena Rui ha definito lo Strega Tour “un percorso veramente intenso, per il quale ci vuole un fisico bestiale. Cominciavo ad essere molto stanca, ma già avverto la malinconia e la paura del vuoto”. Sul suo libro ha detto: “è un’idea che avevo avuto qualche anno fa e riguardava proprio il tema della vedovanza clandestina rispetto alla vedovanza ufficiale. Ho pensato di lavorare su Camus”. Sulla difficoltà maggiore trovata nella stesura del romanzo, l’autrice ha specificato che il lavoro più duro è stato per “la caratterizzazione psicologica dei personaggi, perché, la documentazione da sola non basta e c’era la necessità di creare dei personaggi veri”.

Alcide Pierantozzi, invece, ha parlato de “Lo sbilico” partendo dalle tante domande che sono riportate sulla quarta di copertina e riguardano un tema delicato come la salute mentale. Quanto è stato difficile affrontare tutti quegli interrogativi e svilupparli in un romanzo così intenso e forte? “Io all’inizio sono partito, non essendo un medico, basandomi solo sul mio corpo e neanche tanto sulla psiche. Il libro è stranamente privo di psicologia, ma c’è tanta psichiatria, e il racconto è tutto molto sensoriale. È stata questa la cosa più difficile da stabilire. La seconda cosa che a me interessava era affrontare il discorso sugli effetti collaterali, spesso messi in discussione dei medici”. Il libro ha creato un ponte con i lettori: “sono entrato in contatto con lettori che fanno la stessa terapia, quasi a dire che se sono da solo è un conto, se anche loro confermano la stessa cosa siamo più credibili”. Il punto più critico della scrittura è stata la narrazione del contesto: “la vera difficoltà era quella di circoscrivere tutto il mio contesto familiare, mia madre, mio fratello, che sono poi i protagonisti del libro ma esistono anche nella vita reale”. Sul neologismo “sbilico”, Pierantozzi ha rivelato: “ho tantissimi quaderni e una vita piena di termini strani, la parola è stata ricavata da una mia frase. Non ricordando dove l’avessi trovata, ho fatto una ricerca e ricostruito che un giorno un mio amico di palestra macedone per dirmi che ero storto nell’eseguire un esercizio mi ha detto ‘guarda che sei in sbilico’. Mi sono segnato questa parola che poi è arrivata ad avere quella connotazione psichiatrica, nel libro, per una casualità”.

Al termine dell’incontro con gli autori il lungo firma copie ha sancito l’unione empatica tra pubblico e opere. “Velletri Libris” prosegue con grande successo e ottiene grandi numeri anche per la sua quarta data. La manifestazione è patrocinata da Città Metropolitana di Roma Capitale, Comune di Velletri e Sistema Castelli Romani e si avvale del contributo della Regione Lazio, dei partner Fondazione di Partecipazione Arte e Cultura Città di Velletri, Casale della Regina e CREA e degli sponsor Casa di Cura Madonna delle Grazie, Allianz/Fondo Cancellieri e Banca Popolare del Lazio. Prossimo appuntamento giovedì 9 luglio, sempre alle ore 21, con Javier Castillo.