“Se non avete un disco dei The Beatles a casa, potete tranquillamente dire di non aver mai ascoltato musica”

Se non avete un disco dei The Beatles a casa, potete tranquillamente dire di non aver mai ascoltato musica.
Oggi vi parlo di una fotografia iconica che fa parte del mondo Rock.
Quando si parla di fotografia e The Beatles subito si pensa al famoso album Abbey Road con l’immagine dei fantastici quattro che attraversano in fila indiana la strada di Abbey Road, io invece vi parlerò di una foto ancora più iconica e storica. Il primo album registrato in studio dai The Beatles si intitola Please Please Me e la copertina ritrae i quattro scarafaggi ripresi dal basso verso l’alto su una balconata di un palazzo e come ogni foto anche questa ha una storia dietro.
La foto in questione è stata scattata nella sede londinese della EMI, la casa discografica dei Fab Four. In realtà George Martin, lo storico produttore dei The Beatles, aveva scelto un luogo diverso per scattare la foto che sarebbe finita sulla copertina e che avrebbe accompagnato la tournée.
Aveva pensato di scattare la foto allo Zoo di Londra ma l’associazione si rifiutò di far entrare i The Beatles per il servizio fotografico.
Allora Martin si affidò alle idee di un fotografo professionista e si rivolse a Angus McBean.
Angus McBean era conosciuto nel mondo dello spettacolo per i ritratti ai personaggi del cinema e del teatro come Audrey Hepburn, Marlene Dietrich e Laurence Olivier.
George Martin disse che la foto fu scatta in un lampo e il gioco era fatto. In poco meno di un’ora avevano la copertina di quello che divenne il disco che rivoluzionò il rock e il mondo intero.
Angus McBean si presentò alla sede londinese della EMI con un solo obiettivo pensando di dover fotografare i fantastici quattro in un ritratto; invece, quando entrò nella sede si sentì osservato e alzando gli occhi vide qualcuno che stava guardando da oltre la ringhiera al piano superiore. Chiese se i The Beatles fossero già in sede e li fece posizionare al piano superiore e li fece affacciare.
L’obiettivo non gli permetteva di inquadrare bene e quindi si sdraiò per terra per avere un’inquadratura migliore e il gioco era fatto. Scattò pochissime pose e poi esclamò: “Questa va bene!”
McBean continuò a fotografare i Beatles negli anni successivi e il suo stile fantasioso si adattava bene all’immagine e alle diverse sfaccettature delle loro personalità.
Le foto contribuirono a plasmare la percezione pubblica dei The Beatles che da “semplice” gruppo musicale divenne una vera icona culturale.
La carriera dei The Beatles durò appena dieci anni e nei sei anni successivi al primo album, il gruppo era talmente idolatrato a livello mondiale che si trovarono al comando di una rivoluzione culturale e per imprimere questo nella storia, nel 1969 chiesero a McBean di ricreare l’iconica foto per il loro dodicesimo album in studio che aveva come titolo Get Back e che poi fu modificato in Let It Be.
Ad album pronto, il gruppo scelse di non usare più la fotografia iconica che ritraeva i quattro cambiati come era cambiato il mondo intero.
La foto fu usata per l’album del 1973 che raccoglieva i successi dal 1967 al 1970, conosciuto come The Blue Album. La fotografia del 1969 mostrava i The Beatles più vecchi e con molti più capelli, completamente diversi dalla foto originale che li ritraeva con i capelli a caschetto.
Gli album raccolta furono due e per quello che raccoglieva i successi dal 1962 al 1966, conosciuto come “The Red Album”, fu usata una delle foto del servizio fotografico originale del 1963 come mezzo di paragone per mostrare quanto lontano fosse arrivato il gruppo e il mondo in soli 8 anni.
In un solo scatto, McBean ha realizzato molto più di una copertina: ha fissato l’immagine di un sogno collettivo che, ancora oggi, riconosciamo a colpo d’occhio.
Rubrica a cura di Daniele Trombetti










