“Editto Solenne dell’Ombra Inviolabile”

Rubrica di satira a cura di Francesco Perciballi.
Io, Francesco Perciballi, Sindaco Ombra di Velletri, Governatore dei Gruppi Facebook, Gran Commendadore dei Post, Contestabile dei Social, Marchese della Comunicazione, Gran Visir delle Notifiche, Araldo Supremo der Wi-Fi Libero, Cavaliere del Meme Quatrato e Custode Eterno dell’Hashtag, per grazia di like e sovranità dei social, decreto e comando quanto segue:
Articolo I — Dell’esilio perpetuo dei giornalisti
Sia proclamato urbi et orbi che tutti i giornalisti siano banditi da Velletri per i prossimi mille anni solari, o almeno finché esisteranno le bucie p’e campagne. Non potranno varcare le mura cittadine, né con microfoni né con telecamere, i cronisti, inviati speciali, opinionisti, influencer e foodblogger travestiti da editorialisti, e in particolar modo gli emissari di LA7, che da oggi sono dichiarati persona televisiva non grata. Chiunque venga sorpreso in atteggiamento giornalistico (ad esempio prendendo appunti o parlando con tono da “inchiesta”) verrà immediatamente condannato a riscrivere il piano regolatore su pergamena a mano, usando inchiostro di vino ex COPROVI e piuma de pollo ruspante d’o stazzo.
Articolo II — Della diffida ai cronisti del Report
I giornalisti di Report sono diffidati e ammoniti severamente:
nessuno osi più paragonare Velletri a Lariano, né insinuare che la nostra comunità sia inferiore in moralità, panini o feste patronali.
Ogni parola sgradita contro Velletri sarà punita con cinque ore di ascolto forzato di dibattiti comunali senza tagli di montaggio, seguite da penitenza pubblica alla Sagra dell’Uva, ove dovranno pelare kiwi a mani nude fino al tramonto.
Articolo III — Dei comuni di cui è lecito sparlare liberamente
Per la salvaguardia della purezza velitérna, si autorizza la libera ironia, lo scherno costruttivo e la satira bonaria nei confronti dei seguenti piccoli feudi limitrofi:
Lariano — per la sua smisurata venerazione del pane, che da cibo è ormai divenuto sacramento civico.
Ariccia — per la perpetua effusione di porchetta e l’aria intrisa di unto che non conosce tregua.
Genzano — per l’eccesso di infiorate e la carenza di fioristi a prezzi umani.
Lanuvio — per il culto ancora vivo di Giunone e dei semafori funzionanti solo in occasione delle elezioni.
Cori — per il vino che parla al posto dei cittadini e gli asinelli elevati a consiglieri onorari.
Nemi — per la fragola onnipresente, che domina su ogni menu, anche nelle lasagne.
Rocca di Papa — per la nebbia che funge da copertura diplomatica e da programma politico.
Nettuno e Anzio — per le dispute eterne su chi abbia più mare e meno cervello amministrativo.
Articolo IV — Della purezza velitérna
Sia noto che Velletri resta pura, illibata e immune da ogni contaminazione mediatica, città sacra all’ombra e alla discrezione, dove le voci non fanno rumore e i fatti si raccontano solo sui social.
Ogni suo cittadino dovrà custodire la verità del territorio, tramandandola solo via messaggio vocale su WhatsApp o davanti a un goccetto de rosso.
Dato e promulgato in Velletri, nella Sala delle Wi-Fi Perdute,
nel giorno 404 del calendario social,
sotto il segno dell’algoritmo e col favore del popolo digitale.
✠ Francesco Perciballi ✠
Sindaco Ombra et Protettore della Verginità Comunicativa Velitérna










