Festa dell’Unità a Velletri, il segretario PD Edoardo Menicocci: “Momento di confronto e coinvolgimento della comunità”

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Parco Muratori ha ospitato la Festa dell’Unità di Velletri, storico appuntamento politico, culturale e sociale che annualmente offre spunti di riflessione sulla situazione locale e nazionale grazie al confronto tra cittadini e istituzioni e alla partecipazione di ospiti vari che portano la propria visione anche da una prospettiva nazionale. Nell’edizione di quest’anno sono intervenuti diversi politici, scrittori, storici per trattare tematiche di primaria importanza come sanità, scuola, guerra. Ne abbiamo parlato con Edoardo Menicocci, consigliere comunale e segretario del Partito Democratico di Velletri, per tracciare un bilancio della Festa partendo dalla numerosa partecipazione alla stessa, sintomo di una necessità di confronto proveniente dalla cittadinanza.

Soddisfatti della partecipazione alla Festa dell’unità 2026?

Si, molto. È stata davvero una bellissima festa, tanta partecipazione e iniziative di grande valore, frutto di tanto impegno e lavoro condiviso. Per questo motivo ci tengo a ringraziare i volontari e le volontarie grazie ai quali, come ogni anno, è stato possibile organizzare questo importante appuntamento della nostra comunità. Non è facile, nè scontato, ma vedere crescere la partecipazione alla nostra Festa de l’Unità ci gratifica e allo stesso tempo ci spinge e motiva a continuare a lavorare con passione e dedizione.

Che valore ha oggi ritrovarsi assieme alla comunità e discutere intorno a temi come scuola, sanità, repubblica partendo dal ruolo di opposizione e ascoltando esponenti della politica nazionale?

Ha il valore importantissimo di confronto e coinvolgimento della nostra comunità e delle persone che la vivono o la frequentano. L’amministrazione Cascella in questi 3 anni ha ampiamente dimostrato di non essere in grado di dare risposte, ma la cosa più grave è che continua a dimostrare di non voler ascoltare neanche le tante domande poste dalla nostra città. Siamo di fronte ad un’amministrazione, guidata dall’Avvocato Sindaco Cascella, che si barrica dentro al palazzo dando prova di non avere nessuna volontà di ascoltare e confrontarsi con le persone sui tanti problemi quotidiani. Le manifestazioni di protesta sotto il palazzo comunale, che che non si vedevano da tanti anni, sono tornate ad essere argomento quotidiano: contro la chiusura del punto di ascolto contro la violenza di genere, contro le tante promesse non mantenute nei confronti del mondo del commercio, contro la scellerata scelta di far licenziare le operatrici del nostro asilo nido “Peter Pan”. Noi invece siamo convinti e convinte che sia fondamentale continuare a creare spazi e momenti di confronto con le persone, soprattutto con quelle che ad oggi non si sentono più rappresentate, per costruire insieme un progetto e un percorso quanto più rappresentativo delle esigenze e delle proposte del nostro territorio.

A livello locale, la linea del partito proseguirà sull’idea di confronto diretto con i cittadini?

Proseguiremo con impegno e costanza in questa direzione. Dobbiamo tornare ad essere prossimi, vicini alle persone nelle proposte politiche ma anche fisicamente, perché le persone chiedono prima di tutto di essere ascoltate e comprese. Velletri ha bisogno di tutto il nostro impegno per promuovere il lavoro, la sanità, i diritti, l’ambiente e la legalità. Ha bisogno dei nostri valori per risolvere i problemi collettivi e mentre la destra e questa amministrazione affrontano i problemi di pochi, lasciando indietro chi ha davvero bisogno di supporto, dobbiamo essere capaci di spiegarlo e di riconquistare la fiducia di chi non ha più creduto in noi e nel nostro partito. Stiamo lavorando alla costruzione di una coalizione forte, unita e rappresentativa, che promuova i valori condivisi e che sappia rendere le differenze una risorsa collettiva. La fiducia nei confronti delle forze politiche progressiste di questa città sarà solamente il risultato dell’impegno sincero e del servizio reso alla nostra comunità.

Come si arriva anche alle persone che vivono la città ma non hanno contatti diretti con la politica e con il partito?

Si arriva con la presenza fisica e digitale. La partecipazione politica di un tempo avveniva principalmente nelle piazze, nei luoghi di incontro, nelle manifestazioni, nei comizi e nei dibattiti pubblici. Questi momenti erano spazi accessibili di confronto diretto, in cui le persone potevano esprimere le proprie opinioni, ascoltare quelle degli altri e partecipare alla costruzione di un interesse collettivo. Oggi, la piazza fisica è stata sostituita dalla piazza virtuale e le “manifestazioni online” e i dibattiti digitali sono diventati una forma alternativa di partecipazione civica. Le piazze però permettevano un confronto faccia a faccia e una discussione approfondita, mentre i social media tendono a privilegiare contenuti veloci, superficiali e spesso polarizzati o prive di rispetto reciproco e di informazioni verificate. In questi anni abbiamo organizzato innumerevoli iniziative politiche, momenti di approfondimento su tanti temi locali e nazionali. Stiamo lavorando insieme alle forze progressiste della nostra città per mettere in campo nuove modalità, per trasformare l’attivismo digitale in partecipazione attiva. Per questo motivo abbiamo lanciato la campagna d’ascolto “La città che vorrei”. In questi mesi abbiamo organizzato 6 incontri pubblici, dalle piazza del nostro centro storico alla 167 e un “focus Group” con il 3° settore. Questa iniziativa è una campagna di ascolto aperta a tutte e tutti: forze politiche, associazioni, comitati, realtà sociali, cittadine e cittadini che ogni giorno vivono, attraversano e amano la nostra città. Un percorso collettivo per dare voce alle idee, ai bisogni, alle proposte e alle speranze di chi vuole una Velletri più vivibile, sostenibile e inclusiva. Attraverso strumenti di partecipazione attiva come questionari online, focus group e attività di coprogettazione vogliamo raccogliere pensieri, esperienze e visioni sul presente e sul futuro della città, per trasformarli in una base di valutazione concreta e rappresentativa, utile alla costruzione di un documento programmatico quanto più partecipato delle esigenze e dei desideri delle persone che la vivono o che la frequentano.