Cambiare religione?

Ma a voi che ascoltate, io dico: «amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano.
E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi.
Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio» (Lc 6,27–38).
Commento
Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male.
“Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (v. 31). Era questo un detto presente già nella tradizione giudaica, nulla di eccezionale, perciò, se Gesù lo fa proprio riconoscendogli una valenza ricca di buonsenso. Il fatto straordinario, però, accade quando Gesù con la naturalezza del Figlio di Dio estende questo detto ai nemici, caricandolo di un vigore inaudito.
Amare, fare del bene, benedire, pregare per. . . Coraggio, cari amici cristiani, avete capito benissimo: dobbiamo pregare anche per coloro che ci maltrattano! Non ve la sentite? Cambiate religione! Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete?
L’amore è cosa seria, l’amore dà sostanza ai rapporti interpersonali, l’amore fa vivere con naturalezza l’amicizia. E le guerre? E le atrocità che si infliggono ai più deboli? E le ingiustizie che raggiungono sempre i soliti disperati della terra? Di tutto ciò in genere diciamo che è responsabile Dio. E lo sarebbe davvero, se quel suo bravo Figliolo non avesse insegnato la strada dell’amore a tutti e ad ogni costo.
Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Ci restò male Pietro, quando Gesù gli disse che avrebbe dovuto perdonare “settanta volte sette”. Allo stesso modo io, cristiano all’acqua di rosa, ci resto male, quando nell’usare pietà mi si dice di dover rincorrere la misericordia infinita di Dio. “Sii meno buono, Signore, e io riposero tranquillo nella miseria dei miei rancori!”. Talvolta nella fretta di odiare siamo capaci perfino di chiedere al buon Dio di mettere sul tavolo un bel carico a favore della nostra cattiveria.
Non giudicate [. . . ] non condannate.
Cari confratelli, abituati come siamo a sparare sentenze e a condannare chi ci appare peccatore, come ci mettiamo dinanzi al messaggio di Cristo? “Guai a voi che ora siete sazi (di verità), perché avrete fame!”. Quando tra le quattro tavole del confessionale non lasciamospazio all’opportunità di non infierire contro chi chiede misericordia, satolli e ubriachi come siamo di pretese assurde, spesso diciamo parole che della nostra superbia sono il pesante e insopportabile rigurgito.










