L’arte orafa del Maestro Ciro Del Ferraro: una lunga carriera dalla bottega al Romics passando per il Premio per la Carriera Cinematografica Città di Velletri

Ciro Del Ferraro, maestro orafo, abbina talento, estro, creatività e passione portando avanti un mestiere tanto difficile quanto unico. A Velletri rappresenta un’istituzione, che si consolida anno dopo anno. Parlare con lui significa entrare all’interno della sua bottega e rivivere tanti eventi storici, non solo locali, anzi, raccontati con emozione e semplicità. Partendo dal Premio per la Carriera Cinematografica Città di Velletri, infatti, abbiamo esplorato brevemente alcuni passaggi salienti della sua carriera rendono orgogliosa la città di avere un simile professionista all’opera. Buona lettura!
Maestro Ciro Del Ferraro, venerdì si celebrerà la settima edizione del Premio per la Carriera Cinematografica Città di Velletri. Lei sin dal primo anno ha realizzato il premio fisico, affiancando Fernando Mariani nel progetto. Come è nata questa sinergia e come si realizza il premio, sua creazione orafa?
Questo premio è nato anni fa, ideato da Fernando Mariani, un personaggio che è stato sempre nel mondo del cinema. Ha partecipato a tante produzioni e, essendo di Velletri, ha pensato bene di creare un premio che portasse il nome della citta. Quindi, un giorno è passato presso il mio laboratorio e mi ha chiesto se fossi in grado di ideare un qualche premio che potesse raffigurare Velletri nel mondo cinematografico. Pensando un po’, chiaramente mi è venuta l’idea di raffigurare la Torre del Trivio, simbolo di Velletri, e per dare un risalto che potesse raffigurare qualcosa che è inerente al cinema, ho pensato di fare girare una pellicola intorno alla torre. Il Premio, disegnato e creato, è stato poi realizzato in cera persa e poi in ottone pregiato, fatto in fusione, appunto la fusione a cera persa. Ogni modello, una volta inserito nel cilindro e cementato con il gesso, viene infornato e la cera che è all’interno del gesso si scioglie. Così rimane il vuoto all’interno del gesso, creando un calco per poi essere riempito dal metallo.

Facciamo un salto all’indietro, tornando a quando ha deciso di intraprendere la professione di orafo. Un mestiere antico che richiede creatività, tecnica, passione e competenza. Quando ha iniziato?
Sì, effettivamente questo è un mestiere antichissimo. Già dalla civiltà egizia, o anche prima, venivano raffigurati visi, maschere, e chiaramente con questo metallo prezioso che è l’oro, in quanto inalterabile nel tempo ed è l’unico che poteva avere una prospettiva nel futuro, non si sarebbe mai rovinato, anche interrato mantiene le sue caratteristiche. Ho iniziato questa attività già da ragazzo, quando ancora studiavo. Avevo questa passione nel creare, nel fare. Chiaramente, ai tempi, usavo materiali molto poveri: il piombo e lo stagno, facili da fondere. Questi elementi fondono a circa 200 gradi, e mi dilettavo a fare dei monili, dei piccoli oggetti lavorati a mano. Da lì ho capito che la mia passione era quella di creare.
Finiti gli studi e appresa questa passione, ha iniziato subito a pensare a una sua bottega artigiana?
Ho studiato, ho finito gli studi, mi sono iscritto all’università, ho fatto un anno di farmacia e poi ho deciso di iniziare questa carriera. Ormai sono 43-44 anni che faccio questo lavoro. Tra creazioni, anelli, monili, bracciali, ho realizzato anche altri premi, oltre a quello di cui parlavamo prima. Per esempio dal 2000 – e l’ho iniziato proprio io – il premio Romics, la fiera del fumetto, l’Oscar che danno alla fiera del fumetto. Poi mi sono dilettato in altri premi, come La Pellicola d’Oro, un premio cinematografico che è rivolto ai mestieri del cinema, quindi a tutte le maestranze. Ho fatto, ultimamente, anche un altro premio per l’Isola di Procida, in occasione del Festival Cinema Procida. Per quanto riguarda invece i premi che facciamo per Velletri, è stato un grande successo, in quanto tutti i personaggi e artisti che lo hanno ricevuto si sono complimentati con me. In parecchi hanno anche detto che è un premio bellissimo, da poter tenere veramente in mostra dentro casa, nella bacheca, o in vetrina.

Che valore può avere questo mestiere oggi?
Penso che sia un valore immenso, in quanto è un mestiere che richiede estro, creatività, cura, ricerca nel design, nei metalli, nelle pietre e in tutto ciò che riguarda la professione. Oggi avere un mestiere cosi ed essere capaci ad usare le proprie mani per creare qualcosa penso sia un valore aggiunto. Nel tempo ho conosciuto tante persone che sono passate presso il mio laboratorio, ho insegnato a parecchi ragazzi e ragazze questo mestiere, e tanti oggi mi sono riconoscenti e sono riusciti ad aprirsi una propria attività. Anche loro hanno la propria carriera, di questo sono molto fiero. Nel mio laboratorio c’è mia figlia che collabora con me e sto cercando di trasmettere questo mestiere più che posso a lei, sperando che in futuro possa continuare la mia attività creata da tanti anni. Sono fiero del mio mestiere.










