Velletri 2030: “La scienza della voce”

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Pur non essendo un medico, con l’intento di incuriosire e, magari, di sfatare qualche “credenza popolare“, mi accingo ad addentrarmi su alcuni aspetti della differenza tra “voce parlata” e “voce cantata“, dopo aver letto alcuni editoriali di un medico vero, Marco Gilardone, pubblicati negli ultimi mesi da “Connessi all’Opera”; per cercare di capire meglio e trovare una spiegazione scientifica di cosa succede nel corpo umano di chi canta e di chi ascolta. 

La domanda a cui cerca di rispondere Marco Gilardone è la seguente: “secondo voi che cosa distingue in modo peculiare la voce parlata da quella cantata?”.  Alcune vocali sono palesemente prolungate rispetto a una versione ipoteticamente parlata. E abbiamo svelato il primo segreto. A dirla tutta non è che nel canto si prolunghino per forza solo le vocali. Nell’opera è un fatto prevalente, ma, ad esempio, nella musica popolare ci sono magnifici esempi di prolungamento delle consonanti. Un’altra differenza? L’intensità del suono. E non soltanto dovuta all’uso del microfono, bensì al livello di pressione sonora che si mette nel canto che, solitamente, è maggiore di quella che si mette nel parlato o, più precisamente, è più varia. Altro argomento di grande interesse è l’evoluzione della voce con l’età.  Invecchiando, la voce tende ad “aggravarsi“. 

Non è possibile iniziare a parlare di voce senza affrontare l’argomento “suono“. Giacché la voce altro non è che un suono prodotto dal nostro corpo, ottenuto mettendo in atto determinati meccanismi. E un suono, come molti sanno, è un evento acustico generato dalla propagazione di onde in un determinato mezzo, generalmente l’aria, ma anche ad esempio l’acqua, che è addirittura un conduttore migliore dell’aria. La formazione del suono comporta l’utilizzo di diverse parti del corpo umano, che un medico specialista nelle discipline della foniatria e dell’audiologia può spiegare dettagliatamente. In particolare:
L’apparato respiratorio nel suo insieme.
La laringe, che in realtà è compresa nell’apparato respiratorio ma che per comodità è considerata una struttura a parte.
Le cavità di risonanza
Per chi vuole approfondire sarà molto agevole consultare libri o siti web per soddisfare le proprie curiosità.

In sintesi, la Scienza della voce studia l’interazione tra analisi scientifica e approccio musicologico. Una branca affascinante del rapporto tra scienza e arte. Velletri 2030, non annoverando tra i suoi Soci rappresentanti di questa branca della Scienza, si pone l’obiettivo di organizzare qualche Seminario sul tema specifico e si auspica che si possa dare vita ad una Scuola su tale scienza. Magari sponsorizzata dalla Amministrazione, sempre attenta e disponibile a sponsorizzare diverse manifestazioni per la diffusione delle diverse branche della Cultura, inclusa la Cultura Scientifica, guardando al futuro della Comunità di Velletri. La nascita di una Scuola sulla Scienza della voce sarebbe un’iniziativa che unisce formazione e scoperta di talenti, coinvolgendo bambini e ragazzi, promuovendo il canto nelle sue diverse espressioni fonetiche. Il programma didattico potrebbe accompagnare i bambini all’ascolto, al movimento e all’uso della voce attraverso giochi musicali, mentre i più grandi potrebbero lavorare su canto corale, respirazione, fonazione e tecnica vocale, con laboratori di espressività corporea e consapevolezza teatrale. Insomma, una vera promozione della Scienza della voce.

Sandro Bologna – Presidente Velletri 2030